"Dopo l'incidente ritorno a vivere"
Reggio Emilia, il miracolo del rugbista Mihai Ciju travolto da un'auto
CORREGGIO «Non so se rimarrò qua per molto tempo, hanno detto che sto fin troppo bene e probabilmente mi rimanderanno a Parma molto presto, giusto il tempo di riprendere a camminare». Queste le prime parole di Mihai Ciju, raggiante dopo la visita dei medici all’ospedale San Sebastiano di Correggio (reparto di riabilitazione neurologica), dove il giocatore di rugby del team Conad Reggio di origine rumena è stato trasferito ieri mattina, intorno alle 10.20, dal reparto di Neurochirurgia di Parma.
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«Ci occuperemo della riabilitazione - conferma il dottor Giovanni Colli che ha in cura Mihai Ciju - sarà una riabilitazione a livello muscolare ovviamente con un recupero della deambulazione e del bacino, ma non solo. Faremo dei test a livello cerebrale per accertarci che non ci siano stati danni. Il nostro obiettivo è quello di portarlo ad avere una vita normale, come quella che aveva prima dell'incidente, ma vogliamo assolutamente essere sicuri che vada tutto bene prima di lasciarlo andare...».
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Mihai è sorridente, scherza ed è felice: accanto a lui in ambulanza, da Parma a Correggio, la fidanzata Martina Pagani che gli è sempre rimasta accanto dal momento dell’incidente. Questo è un altro traguardo importante per l’atleta della palla ovale che scalpita per tornare a casa.
Le notizie a quanto pare sono buone. «I medici mi hanno detto che non hanno mai visto un recupero tanto veloce - continua Mihai Ciju sempre più orgoglioso - quindi va tutto per il meglio. Certo - dice amaramente - era meglio se non mi facevo investire». Ma l’entusiasmo torna subito: «Mi sento decisamente meglio - ripete - voglio in primis rimettermi in piedi e cominciare a camminare per poi tornare alla mia vita di sempre. Le ultime due settimane sono state un periodo particolare, dove ho fatto tanti passi avanti, ma ora guardo al futuro. Quello è un periodo che voglio lasciarmi alle spalle». E ancora: «Ringrazio tutti quelli che mi sono venuti a trovare in questo mese e mi sono stati vicino, ma soprattutto ringrazio Umberto Orsenigo (suo compagno di squadra, ndr) che mi ha salvato la vita».
Nel frattempo a Correggio arriva anche la madre, Daniela Ciju, che ci tiene fin da subito a ringraziare tutti coloro che sono stati vicino alla famiglia e in particolare a Mihai. «Grazie di cuore ad Umberto - sottolinea la madre - e a tutti i medici e gli infermieri che lo hanno seguito. Ma anche lui è stato bravo e ha tanta voglia di riprendersi in fretta».
«E’ stato un periodo noioso» dice Mihai scherzando con la madre e con la fidanzata. «Sei noioso adesso che sei sveglio - ribatte la madre Daniela - prima dormivi...». «E’ vero, prima poteva essere noioso quanto volevano – sorride Mihai - ma non mi sono accorto di nulla».
Il pensiero presto torna a chi è stato vicino all’atleta, a partire dal club del Rugby Reggio. «Ringrazio i miei compagni di squadra che sono venuti a Parma per sostenermi oltre ai ragazzi dell'Under 14 rossonera per la maglietta (i bambini della categoria Under 14 hanno donato a Ciju una maglietta firmata da tutta la squadra con una scritta centrale “Mihai ce la farai” ndr) - è stato un gran bel gesto, un gesto davvero importante che mi ha aiutato nella mia ripresa».
Il dramma di Mihai Ciju è iniziato un mese e mezzo fa. L’astro nascente del rugby italiano, classe 1996, ala del team Conad Reggio e studente alla Facoltà di Psicologia a Parma, nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, è infatti rimasto vittima di un incidente stradale. Dopo aver fatto festa insieme ad alcuni compagni di squadra in seguito al match contro il Lafert San Donà, Mihai Ciju aveva deciso di incamminarsi, con l’amico Umberto Orsenigo, dalla discoteca Bertinelli di Noceto verso casa a Parma.
In un tratto particolarmente buio di via Spezia, un’automobile che procedeva nella stessa direzione dei due ragazzi, non ha potuto far nulla per evitare il giovane che fin da subito è apparso in condizioni gravissime.
Decisivo l’intervento di Orsenigo che vedendo a terra l’amico inerme, ha praticato immediatamente il massaggio cardiaco rimettendo in funzione il suo cuore. Da via Spezia, Ciju è stato portato d’urgenza all’ospedale di Parma e qui è cominciata la sua battaglia più importante, la sfida per la vita.
Tante le fasi che lo hanno visto al centro di una vera e propria rinascita. Prima il coma farmacologico, poi l’intervento chirurgico al bacino, ma Mihai non ha mai mollato e ha continuato giorno dopo giorno a migliorare. Sostenuto dalla famiglia, dai compagni e dagli amici, alla fine l’atleta rossonero ha aperto gli occhi dopo quasi un mese di coma, facendo senza dubbio a tutti il regalo di Natale più bello e desiderato.
Da quel momento Mihai non ha mai smesso di manifestare la sua voglia di tornare alla vita, di camminare e soprattutto di tornare allo sport. L’iter certamente sarà lunghissimo ma il primo grande passo, dopo il primo rappresentato dal risveglio, è stato compiuto proprio ieri mattina con in trasferimento all’ospedale San Sebastiano di Correggio per iniziare la riabilitazione neurologica e muscolare.
Ora però è Mihai a fare domande: «A Reggio come va? La squadra? L’ultima partita? Avrei tanto voluto giocare contro Calvisano. Non vedo l’ora di tornare in campo».
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