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Panchina distrutta a calci da due giovani vandali

di Adriano Arati
Panchina distrutta a calci da due giovani vandali

Casalgrande, l’episodio sabato sera davanti alla scuola. Individuati i responsabili Il sindaco Vaccari: «Siamo costretti a sostituirla. Mandiamo il conto alle famiglie»

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CASALGRANDE. Una panchina distrutta a calci davanti alla scuola, demolita da due giovani studenti che ora – tramite le loro famiglie – dovranno ripagare interamente il danno causato. Il fine settimana ha “regalato” al centro di Casalgrande un nuovo atto vandalico compiuto da ragazzini, ad un mese e mezzo di distanza dai danneggiamenti che erano stati commessi alla palestra del bocciodromo di via Santa Rizza, all’inizio dicembre.

Due giovanissimi abitanti, provenienti da famiglie residenti in paese, si sono dedicati a una delle panchine con struttura in metallo e fondo di assi di legno sistemate nella zona scolastica. A forza di calci hanno staccato alcuni pezzi di legno, incrinati e incurvati altri rendendo l’arredo completamente inservibile ed anzi pericoloso, fra schegge e spuntoni. Gli autori, però, sono stati rapidamente scoperti dai carabinieri di Casalgrande, che sono riusciti a rintracciarli anche per via del baccano da loro stessi provocato durante la devastazione della panchina. In questo modo si conoscono già i nomi e i cognomi dei due, entrambi minorenni; la segnalazione è passata anche all’amministrazione comunale casalgrandese, che si è rivolta alle famiglie per chiedere il risarcimento per la panchina: «Altri geni incompresi che creano piccole opere d’arte a calci. Purtroppo dovremo sostituirla con una panchina nuova, quella non è più riparabile in maniera decente, i calcioni hanno funzionato bene», commenta il sindaco Alberto Vaccari. «Siccome però i carabinieri, che ringrazio per l’ennesima volta, ci hanno dato nome e cognome degli artisti, faremo avere il nostro IBAN alle famiglie», spiega il primo cittadino.

L’idea è di replicare quanto fatto cinquanta giorni fa con le famiglie dei sette ragazzini che fra il 3 e il 4 dicembre scorsi si erano introdotti nella palestra di via santa Rizza e avevano svuotato al suo interno il contenuto di tre estintori a polvere, oltre a spaccare armadietti e arredi. Anche in quel caso il gruppetto era stato rapidamente individuato in tempo reale grazie a un filmato di una telecamera di sorveglianza, e in un secondo momento le famiglie coinvolte (una volta informate dal Comune e non dai figli) hanno accettato di risarcire le spese necessarie al ripristino. La denuncia in quel caso è andata avanti d’ufficio, ma potrebbe essere archiviata anche per via dell’accordo trovato per il “ristoro” che certamente riduce l’impatto del danno e soprattutto la volontà dell’amministrazione di presentarsi come parte lesa.

Nel nuovo caso della panchina l’obiettivo è sicuramente quello di arrivare ad un percorso simile, dai primi contatti infatti le famiglie coinvolte hanno espresso la volontà di coprire i costi per un nuovo arredo urbano dopo il danno arrecato dai giovani, visto che quello spaccato è ormai irrecuperabile: in casi del genere, oltretutto, considerato lo stato della panchina la spesa necessaria a una sistemazione sarebbe molto più alta di quella che dovrà essere effettuata per un acquisto ex novo.

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