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Segreteria nazionale Pd, Renzi pensa ad Andrea Rossi

Segreteria nazionale Pd, Renzi pensa ad Andrea Rossi

L’ex sindaco di Casalgrande a un passo dall’ingresso nell’esecutivo Pd. Derby emiliano con il segretario regionale Calvano

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REGGIO EMILIA. Renzi vuol pescare in Emilia. E l’identikit della figura che sta cercando sembra portare diritto a lui. Andrea Rossi, ex sindaco di Casalgrande e attuale sottosegretario alla presidenza regionale, sarebbe in pole per l’ingresso nella segreteria nazionale Pd, dove si occuperebbe dell’organizzazione del partito. Un derby tutto emiliano, che Rossi starebbe giocando con il segretario regionale, Paolo Calvano, ferrarese, impegnato in questa fase con le difficoltà di una campagna per il tesseramento che i rumors danno al di sotto delle aspettative. Fra i nomi che circolano, anche quello del segretario bolognese, Francesco Critelli, e dei parlamentari, Andrea De Maria, Francesca Puglisi e Filippo Taddei.

La riserva dovrebbe sciogliersi sabato, quando è prevista l’ufficializzazione della nuova squadra con cui l’ex premier intende affrontare gli scenari post referendari. Partendo da un presupposto: affidare un ruolo di rilievo a un emiliano-romagnolo, in rappresentanza di quel bacino elettorale che vede nell’Emilia uno dei fortini Pd, mediando con quella base delusa che chiede uno spostamento dell’asse a sinistra. Ed è qui che spunta il nome di Andrea Rossi, che ha preferito non commentare in alcun modo le indiscrezioni. Ma che, accettando di partire per Roma, rinuncerebbe allo stipendio mensile da circa seimila euro ora percepito in Regione.

Quarantenne, Rossi proviene dagli ex Ds, dopo aver guidato la Sinistra giovanile dal 1997 al 1999 e l’Organizzazione del Pd reggiano fino al 2013. Nel 2004 viene eletto sindaco di Casalgrande, dov’è riconfermato nel 2009, prima di approdare nel 2014 in Regione con 8.747 preferenze.

È qui che viene scelto dal presidente, Stefano Bonaccini, nel ruolo di sottosegretario, dopo aver condiviso con il governatore la lunga campagna elettorale. Proprio con Bonaccini – ex responsabile Enti Locali nella segreteria nazionale – costituisce la coppia di punta degli ex bersaniani che nel 2013 cambiano idea, consegnando i voti del granaio emiliano nelle mani dell’allora candidato alla segreteria, Matteo Renzi, di cui diventano fedelissimi. Rossi è il padrone di casa di Villalunga di Casalgrande, quartier generale del renzismo emiliano, sede di quella festa regionale Pd alla quale l’ex premier non manca di far visita, fra bagni di folla e battute sulla differente fede calcistica: Renzi è viola, Rossi è bianconero. Per alcuni l’unica controindicazione alla sua nomina in segreteria nazionale. (e.spa.)

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