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Contratti fasulli, una stangata su Iren

Contratti fasulli, una stangata su Iren

Reggio Emilia, l'Antitrust infligge una multa da quasi un milione

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REGGIO EMILIA C’è chi si è trovato un contratto del gas stipulato senza aver mai concluso la trattativa o chi si è trovato una fornitura per l’elettricità attivata anche se non richiesta. Situazioni nate dopo contatti telefonici o dopo aver parlato con venditori porta-a-porta, finite davanti all’Antitrust per volontà degli stessi consumatori. L’autorità ha ora irrogato alle società Iren Mercato - e insieme a questa a Estra Energie ed Estra Elettricità, Enegan - sanzioni nel complesso per oltre 1,6 milioni di euro.

Solo per Iren, multiutility partecipata dai comuni reggiani, la sanzione vale 830mila euro. Lo fa sapere la stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato, spiegando di aver chiuso nel mese di dicembre scorso tre procedimenti avviati a luglio 2016 e sottolineando che prosegue l’azione in difesa dei consumatori. L’Autorità ha accertato che «i quattro professionisti hanno adottato procedure di contrattualizzazione che sfruttavano il contesto di razionalità limitata e asimmetria informativa dei consumatori - dovuto anche alla complessità intrinseca delle offerte commerciali di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero -, permettendo la conclusione di contratti e l'attivazione di forniture non richieste di elettricità e/o gas».

I procedimenti riguardavano le modalità di offerta e conclusione dei contratti a distanza di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero, attraverso la rete degli agenti porta-a-porta e attraverso il canale telefonico (il cosiddetto teleselling). Durante i procedimenti istruttori, sottolinea l’Antitrust, l’Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) «ha reso un articolato parere, nell’ambito della collaborazione prevista dal protocollo di intesa tra le due Autorità. Inoltre, le ispezioni presso le imprese si sono avvalse della collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza».

Tra le condotte accertate, spiega l’Antitrust, «la conclusione di contratti di fornitura in assenza di qualsiasi manifestazione di consenso del consumatore - perfino attraverso l’apposizione di firme false - e, in caso di attivazione della fornitura non richiesta, nella ingiustificata richiesta di pagamento della fornitura da parte del venditore non richiesto. La conclusione di contratti di fornitura sulla base di informazioni ingannevoli sull’identità del professionista e la natura e lo scopo del contatto ed in assenza di una adeguata conoscenza ed informazione circa le caratteristiche e le condizioni contrattuali dell'offerta».

Nella serata di mercoledì  Iren ha dichiarato di «aver rafforzato ulteriormente i propri meccanismi di verifica introducendo, sul canale teleselling, un secondo contatto al cliente, che sarà successivo alla ricezione del contratto» <QM>

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