Gazzetta di Reggio

Reggio

«Le ruspe al castello hanno portato via le mura sotterranee»

di Luca Tondelli
«Le ruspe al castello hanno portato via le mura sotterranee»

Il gruppo “Per Casina” denuncia l’intervento a Sarzano Il vicesindaco: «Nulla di antico, tolte solo piante secche»

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CASINA. Una segnalazione che è destinata ad aprire dibattito in paese, è quella arrivata ieri dal gruppo di minoranza “Per Casina”, che a sua volta l’ha ricevuta da alcuni cittadini: «Ci è stato detto che erano stati effettuati dei lavori al castello di Sarzano, che avevano profondamente modificato l’assetto del luogo che, sicuramente, per storia e valore architettonico, è il più importante di Casina. Siamo subito andati a vedere, e quasi non credevamo ai nostri occhi».

Spiegano gli appartenenti al gruppo di minoranza: «Sono stati effettuati dei lavori di taglio e rimozione di molte piante sul lato dell’altura su cui sorge il castello che dà verso la strada di accesso: ora la prima cosa che si vede salendo, dove prima c’era una macchia di alberi, è un’area brulla, quasi un paesaggio lunare. Ma la cosa più grave è che è stata realizzata, per fare questi lavori di manutenzione del verde, una vera e propria strada carraia, che dall’area attigua alla ex chiesa sale fin quasi alla torre del castello: una strada per la quale è stato effettuato uno sbancamento che ha inciso in diversi punti dei reperti murari che erano sotto terra, probabilmente le antiche mura perimetrali a difesa del castello, ma su questi aspetti sarà necessario approfondire. In alcuni tratti si è persino scavato vicinissimo alla base del mastio». Conclude la nota del gruppo “Per Casina”: «Abbiamo chiesto in Comune se vi fossero atti inerenti a questi lavori, e i necessari permessi della Soprintendenza, visto che tutta la zona del castello, e anche i dintorni, ci risultano essere sotto tutela, ma a quanto emerso finora sembra che questi permessi non ci siano. Abbiamo fatto segnalazione di questa situazione che, secondo noi, è davvero allucinante al sindaco e alla Soprintendenza. Tanto per comprendere quanto questo intervento risulti del tutto insensato, basta dire che in 20 anni in cui sono stati effettuati restauri anche consistenti su Sarzano, con mezzi ingombranti e parecchi materiali trasportati in sede, nessuno si è mai sognato di realizzare una nuova carraia di accesso alla zona del castello, in quanto tutti sono perfettamente consapevoli della delicatezza del sito.Ora, a seguito del taglio di tante piante e dello sbancamento effettuato, c’è da sperare che con buona parte dell’inverno che deve ancora passare non ci siano frane e smottamenti, che rappresenterebbero una vera e propria ferita profondissima per questo patrimonio storico della nostra comunità».

Diverso è il parere del vicesindaco Maurizio Cineroli, che si è direttamente interessato dell’intervento: «Abbiamo chiesto all’Unione dell’Appennino e alla Forestale quale tipo di permessi fossero necessari per un intervento di abbattimento di piante che erano secche e pericolose e per la pulitura del sottobosco, visto che quel tratto in cui abbiamo operato era in stato di abbandono da diversi anni. Ci è stato detto che per un lavoro di quel tipo non erano necessarie autorizzazioni particolari. Uno degli obiettivi dell’intervento è anche quello di sistemare i coppi di copertura sul mastio, che da anni presentavano dei problemi: per farlo si è resa necessaria la realizzazione della pista temporanea per arrivare vicino alla struttura con un mezzo dotato di cestello. Quella in cui abbiamo operato comunque non è zona con vincolo paesaggistico, e durante i lavori non è emerso nulla che sia riconducibile ad un manufatto antico: in mezzo a tante razze sono stati trovati dei sassi franati del castello, che sono stati radunati. È chiaro che adesso si vede solo la nuda terra, ma in primavera la zona tornerà verde come prima».

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