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Lunedì una performance live contro il gioco d’azzardo

CORREGGIO. Informare i cittadini contro il gioco d’azzardo, è di questo che si parlerà lunedì 23 gennaio, a partire dalle ore 21, nella sala “A. Recordati” di Palazzo dei Principi, con la...

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CORREGGIO. Informare i cittadini contro il gioco d’azzardo, è di questo che si parlerà lunedì 23 gennaio, a partire dalle ore 21, nella sala “A. Recordati” di Palazzo dei Principi, con la performance “Fate il nostro gioco” curata dall’associazione Tax1729, fondata su un ampio studio della matematica del gioco d’azzardo e condotta da Paolo Canova e Diego Rizzuto, un matematico e un fisico. L’iniziativa, che sarà un vero e proprio spettacolo dal vivo, più che una conferenza, utilizza la matematica come strumento di prevenzione per aiutare i partecipanti a capire le leggi che regolano le probabilità dei giochi d’azzardo più diffusi in Italia. La serata rientra nel progetto di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo promosso dal Comune di Correggio e coordinato da Matteo Iori del Centro Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, uno dei massimi esperti in materia e presidente del “Conagga” (Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo): si tratta di un percorso rivolto agli studenti delle scuole superiori che nei prossimi mesi analizzeranno i vari aspetti legati al problema.

«Questa iniziativa si inserisce in un progetto di lavoro contro le dipendenze che stiamo portando avanti in collaborazione con le scuole - commenta Elena Veneri, assessore alla scuola e alle politiche giovanili del Comune di Correggio - il gioco d’azzardo rappresenta una forma di dipendenza difficile da affrontare perché spesso non viene nemmeno riconosciuta come tale, nonostante i gravi danni che procura alle persone, alle famiglie e al contesto sociale in cui si sviluppa. Il gioco d’azzardo, anche quello apparentemente innocuo come il “gratta e vinci”, è in realtà regolato da leggi matematiche che fanno sì che il banco non perda mai. Spiegarle non attraverso una conferenza, ma tramite una performance ci sembra il miglior modo possibile per accrescere consapevolezza e conoscenza tra i giovani e tra quanti, a vario titolo, si trovano ad avere a che fare con questo problema».

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