Gazzetta di Reggio

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Tper, fare l’abbonamento è impossibile

di Luciano Salsi

Un genitore lamenta le criticità sulla linea Parma–Suzzara, fra problemi tecnici e continui rimpalli da un call center all’altro

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REGGIO EMILIA. È un’incredibile odissea senza lieto fine il percorso tortuosissimo seguito da un cittadino di Boretto per rinnovare l'abbonamento annuale, in scadenza nello scorso mese di novembre, al figlio che studia a Parma.

Luca Cantoni la racconta in una lettera indirizzata al sindaco Massimo Gazza, al presidente della Provincia Gianmaria Manghi e al ministro dei trasporti Graziano Delrio, oltre che al direttore della Gazzetta di Reggio. «Mi sono scontrato – riferisce – con un muro di gomma per potere pagare regolarmente il servizio richiesto e utilizzato. È una vicenda altamente demoralizzante».

L’abbonamento, sulla linea ferroviaria gestita da Tper, costa più di 500 euro, compresa l’integrazione per il trasporto urbano della Tep. Poichè non esiste una biglietteria, Cantoni prova a pagare con la tessera tramite il bancomat, seguendo le istruzioni: «Il sistema dice non funziona. Allora provo a pagare tramite il sito Tper. Dopo innumerevoli tentativi verifico che il sito non funziona. Allora telefono al numero verde del servizio ferroviario. Dopo più di dieci tentativi rinuncio, perché cade sempre la linea». Il contatto con altri due recapiti produce poi un estenuante rimpallo: «Telefono alla sede Tper di Ferrara. Sono gentili, ma non mi sanno dire il perché del disguido e mi dicono di chiamare gli uffici di Bologna. Telefono a Bologna e, dopo una lunga attesa, cade la linea. Richiamo e mi dicono che la Parma-Suzzara dipende da Ferrara. Il giorno dopo da Ferrara mi rispondono che, se la tessera non funziona, devo farne una nuova».

A quel punto Cantoni si ingegna a rinnovare la tessera, ma si accorge che sono indicati un importo, a suo parere, sbagliato e una validità post-datata. Gli impiegati di Ferrara non sanno dargli una spiegazione. Allora telefona a Bologna e gli consigliano di recarsi al loro sportello per fare un tesserino nuovo. Il genitore, esasperato, il 5 dicembre spedisce per posta un reclamo, chiedendo anche un indennizzo. Riceverà la risposta il giorno 27. Nel frattempo riprova con il computer, che gli indica un costo di 380 euro. La cifra gli pare errata (più tardi ne avrà conferma) e quindi desiste.

Nei giorni successivi il figlio usa i biglietti di corsa semplice, ma più di una volta trova le tabaccherie sprovviste. Finalmente l’8 gennaio arriva per posta la tessera nuova, con cui Cantoni acquista l’abbonamento mensile, ma la soddisfazione dura poco: «L’abbonamento non funziona. Avevate dubbi? Riprovo e non funziona. Scrivo un reclamo. Mio figlio viaggia con la ricevuta, ma se trova un controllore intelligente come quelli che mi devono ancora rispondere, si becca una contravvenzione. Cosa devo fare? Perdere una giornata di lavoro per andare a Bologna?». Cantoni protesta soprattutto per l'incapacità di comunicare. «Lavoro – confessa, rivolgendosi a Delrio – in un’azienda di servizi pubblici di Reggio. Anch’io non riuscivo sempre a dare risposte immediate ai cittadini. La gente, però, capisce. Le cose basta spiegargliele. Basta un po' di comunicazione e un po’ di voglia di lavorare».

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