«Un sorriso indimenticabile Sarai con me in ogni partita»
«Un sorriso e una calma indimenticabili». Nicholas Barone,calciatore della Langhiranese Calcio – la società in cui Filippo Ricotti ha militato per oltre un decennio e che solo oggi, dopo due giorni...
«Un sorriso e una calma indimenticabili». Nicholas Barone,calciatore della Langhiranese Calcio – la società in cui Filippo Ricotti ha militato per oltre un decennio e che solo oggi, dopo due giorni di lutto, riprenderà le attività – ha pubblicato ieri un ricordo del compagno di squadra sul sito www.stadiotardini.it, dal titolo “Un goal in paradiso”. Filippo, che la sera precedente all’incidente aveva partecipato all’allenamento, aveva saluto allenatore e compagni dando appuntamento a sabato prossimo, quando avrebbe dovuto partecipare alla partita contro il Brescello, sul campo del Langhirano. Scrive Nicholas: «Voglio partire dal mio ultimo momento passato insieme a lui: fianco a fianco nello stesso campo da calcio. Quel sabato Filippo parte dalla panchina, ma non è arrabbiato, anzi accetta la scelta del mister. Andiamo in vantaggio; però c’è molto nervosismo in campo, l’allenatore decide di farlo entrare. Ma la partita sta diventando sempre più violenta; e infatti un avversario gli rifila un calcione a palla lontana. Io mi avvicino a lui invitandolo a stare calmo, lui alza lo sguardo e sorridendo mi risponde: “Io sono calmissimo”. Filippo era così: sereno, mai inopportuno, mai offensivo, soprattutto educatissimo. La sua educazione, il suo rispetto per gli altri erano qualcosa di sconvolgente: proprio per questo si differenziava da tutti. Il sorriso che mi ha mostrato in campo è lo stesso con il quale affrontava qualsiasi cosa: con quel sorriso era in grado di trasmetterti gioia senza parlare. Filippo era anche un buon giocatore: centrocampista di interdizione, bravo nel gioco aereo e soprattutto molto forte dal punto di vista atletico. Era un ragazzo generoso, o meglio un uomo generoso: aveva una maturità non comune per i suoi 17 anni. Quella partita era la prima che giocavamo insieme, non avrei mai potuto pensare che sarebbe stata l’ultima… Quello che è successo è assurdo: perché uno come te se ne è dovuto andare? Però poi penso che quella macchina può anche averti portato via fisicamente, ma il tuo sorriso e il tuo sguardo disteso accompagneranno ogni mia singola partita, te lo giuro». (am.p.)
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