«Anche l’Arci farà la sua parte per salvare questo patrimonio»
REGGIO EMILIA. Arci c’è e risponde presente all’appello di Patrizia Nasi, figlia di quel Nino che più di mezzo secolo fa aveva aperto la Libreria del Teatro. «È un simbolo della città – commenta...
REGGIO EMILIA. Arci c’è e risponde presente all’appello di Patrizia Nasi, figlia di quel Nino che più di mezzo secolo fa aveva aperto la Libreria del Teatro. «È un simbolo della città – commenta Daniele Catellani, presidente Arci Reggio Emilia – un patrimonio da salvare. Alcuni intellettuali reggiani, amici di Nino, stanno cercando di riportare l’attenzione su quel gioiello di via Crispi, e noi non ci tireremo indietro. Ancora non esiste un progetto, ci sono solo idee piuttosto astratte, ma è necessario escogitare qualcosa prima che sia troppo tardi».
Le proposte non mancano: dall’azionariato popolare suggerito da Carlo Pellacani, che gestisce la casa editrice Consulta e vorrebbe costituire «un’associazione di amici della libreria del Teatro che versassero 10 euro e si impegnassero a comperare i libri»; al desiderio di coinvolgere Comune e Fai (Federazione anarchica) nel salvataggio di questo negozio di cultura, espresso da Mario Vighi, scrittore e giornalista, e Giuseppe Caliceti, scrittore e insegnante. Il sindaco Luca Vecchi ha specificato che, nonostante l’importanza che la Libreria del Teatro riveste per la città, «si tratta pur sempre di un’attività economica a conduzione privata, e l’amministrazione comunale non può risolvere autonomamente, con trasferimento diretto di risorse, il suo problema di bilancio».
Arci potrebbe diventare capofila di una cordata di emergenza: «Tanti di noi si sono formati alla Libreria del Teatro – conclude Catellani – Siamo disponibili a fare la nostra parte insieme a tutti coloro che vorranno portare avanti il sogno di Nino Nasi. Da reggiani è doveroso provarci».
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