Gazzetta di Reggio

Reggio

«Aprite, carabinieri». Poi scatta la rapina

«Aprite, carabinieri». Poi scatta la rapina

In tre fanno irruzione nel cuore della notte e accusano la vittima di un furto. Gli uomini dell’Arma ne arrestano due

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLARANO. Hanno suonato al citofono in piena notte, svegliando il padrone di casa. E si sono qualificati come carabinieri. È così che hanno avuto facile accesso all’appartamento. Ma una volta alla porta, hanno aggredito brutalmente il proprietario e messo a soqquadro la casa alla ricerca di soldi. Le urla d’aiuto, però, sono state sentite dai condomini, che hanno chiamato il 112. E i carabinieri, stavolta quelli veri, sono riusciti a bloccare due malviventi. Il terzo, comunque identificato, è riuscito a dileguarsi.

È l’episodio, ancora tutto da chiarire, registrato nella notte tra mercoledì e ieri a Castellarano. In seguito al quale, con l’accusa di tentata rapina aggravata, i carabinieri della stazione locale, assieme ai colleghi del Nucleo operativo della Compagnia di Castelnovo Monti, hanno arrestato Nicola Cavallera, 30enne materano residente a Pavullo nel Frignano (Modena), e un 40enne cittadino marocchino residente a Baiso, Mustapha Laaraj. Denunciato con le stesse accuse anche il terzo malvivente, riuscito a dileguarsi: è un 41enne fratello del 30enne residente ad Irsina, in provincia di Matera.

La vittima del pestaggio è un cittadino marocchino 31enne residente a Castellarano, che a seguito dell’aggressione è finito in ospedale ed è stato dimesso con una prima prognosi di 5 giorni per le contusioni riportate.

Non è ancora chiara la dinamica dell’irruzione nell’abitazione della vittima. Quest’ultima ha riferito che i due fratelli italiani, che non aveva mai visto prima, hanno fatto irruzione nella sua casa accusandolo di un furto avvenuto il giorno prima a Sassuolo.

Tutto questo farebbe pensare dunque una sorta di regolamento di conti, ma al riguardo i carabinieri stanno svolgendo i dovuti accertamenti, anche perché la vittima nega con forza quella accusa.

Secondo la ricostruzione investigativa, tutto è avvenuto verso mezzanotte. La vittima al citofono aveva chiesto chi fosse a suonare e si era sentito rispondere «carabinieri». Aveva quindi aperto la porta condominiale e quella dell’appartamento, consentendo dapprima l’ingresso dei due fratelli, che lo hanno pestato. Quindi l’ingresso di un terzo malvivente, stavolta con il volto coperto. Era il suo connazionale.

I malviventi hanno cominciato poi a mettere a soqquadro la casa cercando qualcosa, probabilmente danaro. Le urla dell’uomo sono state sentite dai vicini, che hanno dato l’allarme.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google