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I sospetti di una banca sulla ditta Secav «Chieste carte ricaricabili per i pagamenti»

Per la Dda la società edile Secav (ora fallita) appariva appartenere a Raffaele Oppido, ma in realtà quest’ultimo era solo un prestanome, in quanto i veri titolari erano i fratelli Palmo e Giuseppe...

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Per la Dda la società edile Secav (ora fallita) appariva appartenere a Raffaele Oppido, ma in realtà quest’ultimo era solo un prestanome, in quanto i veri titolari erano i fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli. Una “mossa” per mettere al riparo il loro patrimonio da sequestri. Sul tema è stato sentito il direttore della filiale Mps di Cavriago: «Chiesi nel 2012 un incontro – spiega – perché la Secav voleva 8 carte ricaricabili da 10mila euro l’una e non era certo un sistema di pagamento idoneo per un’azienda. All’incontro venne Oppido che non rispose alle mie domande. Era accompagnato da un certo Vertinelli: quando gli chiesi in che qualità fosse venuto all’incontro, s’arrabbiò. E se ne andarono».

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