«In un anno migliaia di contratti capestro»
La sanzione di 830mila euro a Iren è la punta di un iceberg. Federconsumatori: «Vittime gli anziani»
REGGIO EMILIA. Non sono casi isolati quelli dei contratti carpiti a persone che non li avevano richiesti, per i quali Iren Mercato ha subito una sanzione di 830mila euro, sulla base di un procedimento avviato l'anno scorso dall'Antitrust. Si tratta della punta di un iceberg che ha dimensioni assai più vaste, benchè generalmente i ricorsi degli utenti raggirati producano effetti positivi senza arrivare alla denuncia all'Autorità.
Basti pensare che sono un migliaio, in un anno, i cittadini che chiedono soccorso a Federconsumatori (senza considerare le altre associazioni analoghe) per sottrarsi ai contratti capestro stipulati con il porta a porta o per telefono sul mercato libero dell'energia. Quasi sempre la questione si risolve con una conciliazione o una modifica delle condizioni contrattuali, ma la trafila è lunga e nel frattempo il ricorrente rischia di rimanere senza gas anche per tre mesi.
«Già in passato - riferisce Lucia Lusenti di Federconsumatori - avevamo denunciato questa situazione. Due anni fa abbiamo lanciato la campagna Sos Truffe, insieme ai comuni, al sindacato dei pensionati e all'Auser, portando in giro uno spettacolo istruttivo nei centri sociali e nei teatri. Nella nostra provincia la società più coinvolta è Iren, che copre la maggior parte delle utenze con il mercato tutelato, ma opera anche con la controllata Iren Mercato, che propone contratti liberi. Capita che si presentino alla porta o per telefono dei venditori di altre aziende o di Iren Mercato, che la gente confonde con Iren e che con insistenza chiedono di conoscere i dati personali, le fatture precedenti e il codice cliente. Talora basta rispondere qualche sì al telefono per subire la disdetta del vecchio fornitore e ritrovarsene uno nuovo di cui, magari, non si conoscono la denominazione e il recapito. E' un modo d'agire tipico del mercato libero non solo qui, ma in tutta l'Italia».
Le vittime sono gli utenti più indifesi, che hanno maggiori difficoltà a comprendere le proposte dei venditori: «Le grandi aziende - spiega Lucia Lusenti - approfittano del fatto che le utenze del gas e dell'elettricità sono spesso intestate a persone anziane e che il mercato dell'energia non è ancora regolato come quello della telefonia. I complicati contratti liberi devono essere seguiti e controllati periodicamente. Altrimenti ci si rimette. Finora circa il 20% degli utenti è passato dal mercato tutelato a quello libero. Quasi tutti sono insoddisfatti. Quelli che si rivolgono a noi sono perlopiù anziani o stranieri. I giovani riescono a districarsi meglio, avendo dimestichezza con il computer». Il governo ha da tempo preannunciato l'intenzione di abolire il mercato tutelato dal 2018. Le associazioni dei consumatori si oppongono. «Federconsumatori - dice Lusenti - chiede spesso udienza alle commissioni parlamentari. Speriamo ancora in un ripensamento. Intanto molti hanno imparato a diffidare delle proposte telefoniche. Più spesso riceviamo le denunce di chi ha accolto i venditori in casa».
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