«Nessun rispetto per l’edificio storico»
Sui lavori che hanno portato al disboscamento vicino alle mura, attacco dell’ex assessore Caroli che curò il restauro
CASINA. Sta facendo discutere parecchio, in paese, come prevedibile, l’ultimo intervento – alquanto invasivo al colpo d’occhio – effettuato al castello di Sarzano, un patrimonio secolare della comunità su cui sono state fatte opere di disboscamento ed è stata realizzata una strada temporanea di cantiere che passa rasente le mura del mastio e sale fino al pianoro antistante il portale, senza che, a quanto pare, siano state richieste autorizzazioni o effettuata comunicazione alla Soprintendenza.
Su quanto avvenuto si esprime «con uno stato d’animo tra meraviglia, dolore e preoccupazione», come lei stessa afferma, Giovanna Caroli, che in veste di assessore alla Cultura ha seguito per buona parte i lavori di restauro del gioiello di origine matildica, lavori durati vent’anni.
«Appena me l’hanno detto – afferma – ho avuto una reazione di incredulità, anche perché non capisco proprio lo scopo di un tale stravolgimento. Anche i semplici lavori di potatura del verde nella zona, che pure erano auspicabili, sono stati in realtà effettuati con mano pesantissima. Poi il fatto che con una ruspa sia stata realizzata una strada carraia che ha modificato l’assetto e l’immagine del luogo, seppure si tratta di una strada temporanea, dimostra che è mancato il rispetto e l’attenzione che mi sembrerebbero doverosi per un edificio che ha più di mille anni, visto che viene citato per la prima volta in un documento del 980».
Prosegue l’ex assessore: «Un sito di questo pregio e di questa importanza richiederebbe un surplus di domande che si dovrebbe porre chiunque intenda intervenire in zona, una massima considerazione e riflessione su come curarlo. Spesso ci si lamenta delle lungaggini burocratiche per poter compiere un’opera pubblica, ma qui si è dimostrato come l’eccessiva fretta possa fare danni ben peggiori».
«Le spiegazioni fornite finora non mi paiono assolutamente convincenti – evidenzia – credo che il Comune sarà chiamato ad una azione riparatoria, se non altro dalla Soprintendenza. Se questo avverrà auspico che da una parte possa rappresentare una piena presa di coscienza della delicatezza di questo grande patrimonio, e magari portare anche qualcosa di più di una semplice sistemazione migliorando se possibile l’area».
Il ventennio di lavori su Sarzano è stato dichiarato concluso ufficialmente nel giugno 2015, quando il sindaco era ancora Gianfranco Rinaldi, che su questo intervento è altrettanto critico. «So bene che fare l’amministratore pubblico è difficile. Alle tante difficoltà che deve affrontare non dovrebbe aggiungere quella delle scelte strettamente tecniche. In Comune, a Casina, ci sono funzionari nei vari settori estremamente competenti. L’ufficio tecnico in particolare, direi tradizionalmente, ha sempre avuto tecnici validissimi. In buona sostanza non dovrebbe succedere quello che è successo a Sarzano nei giorni scorsi. Un’attività lodevole di manutenzione ordinaria del verde si è trasformata in un intervento sconsiderato, fatto senza atti autorizzativi da parte della stessa amministrazione e della Soprintendenza. Interventi con mezzi meccanici, forse di terzi, non preventivamente autorizzati su un bene pubblico non sono da prendere alla leggera».
«Gli amministratori – conclude l’ex sindaco – devono fare gli amministratori e se si impegnano in azioni dirette dovrebbero farlo sempre nel rispetto delle procedure e delle norme».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
