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Scuola, la protesta degli studenti dell’Ipsia Nobili: «Laboratori inutilizzabili»

di Luciano Salsi
Scuola, la protesta degli studenti dell’Ipsia Nobili: «Laboratori inutilizzabili»

Un centinaio di ragazzi in corteo dalla succursale di viale Trento Trieste alla sede centrale: «Motori vecchi e usurati»

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REGGIO EMILIA. Una protesta vera, non un pretesto per disertare le lezioni. L'hanno inscenata ieri mattina più di cento studenti dell'Ipsia Nobili per chiedere che i loro laboratori, privi del materiale occorrente, ne siano finalmente dotati per lo svolgimento delle esercitazioni pratiche necessarie per la loro formazione. Dalla succursale di viale Trento Trieste i ragazzi si sono recati in corteo, dietro a uno striscione, fino alla sede centrale in via Makallè, dove hanno esposto la lamentela alla preside Elena Guidi, che ha promesso l'acquisto in tempi brevissimi dei motori per il laboratorio di “meccanica calda”.

L'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato era una volta una scuola a sè stante, dalla quale sono usciti molti dei tecnici di base che hanno dato impulso all'economia reggiana. Dal primo settembre 2011 è stata incorporata, insieme al Galvani, nell'istituto tecnico Nobili. Nella sua tradizionale sede di viale Trento Trieste, ora assegnata all'istituto professionale per il commercio Filippo Re, ha mantenuto soltanto il prefabbricato con i laboratori, ora parzialmente utilizzati come aule. Vi sono dislocate otto classi del triennio Ipsia, tre terze, due quarte e tre quinte, oltre ad una prima e una seconda.

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Vi sono, inoltre, i laboratori di elettrotecnica ed elettronica e i due di meccanica, uno dotato di vecchi torni, l'altro di motori a scoppio. «Nella sede succursale - denuncia Mahmoud El Sakhawy, studente di quinta e rappresentante d'istituto - siamo abbandonati nella disorganizzazione. Non abbiamo nè la presidenza nè la segreteria. C'è solo un referente con un orario ridotto. Il materiale per le esercitazioni scarseggia o funziona male. Il problema più grave è la mancanza dei motori che servono agli studenti di terza per l'esame di qualifica. Ne ho parlato all'inizio di dicembre con la preside, che però da allora non s'è fatta vedere.

All'inizio di questa settimana gli studenti di terza hanno protestato facendo sciopero per tre giorni. Io li ho convinti a recarci nella sede centrale, insieme agli altri del triennio, per esporre le nostre ragioni. La preside ci ha ricevuti e ha promesso che i motori arriveranno mercoledì». Il disagio è dovuto anche alla rapida usura delle attrezzature, che ogni anno devono essere almeno parzialmente rinnovate.

Ma i fondi scarseggiano, dal momento che solo la metà delle famiglie paga il contributo d'iscrizione volontario indispensabile per compensare le carenze del finanziamento ministeriale. Si aggiunge, poi, una difficoltà burocratica. I motori, che costano da 100 a 500 euro l'uno, devono essere acquistati dai demolitori, che in genere non sono attrezzati per la fatturazione elettronica richiesta dagli enti pubblici.

L'unico tecnico della scuola adibito agli acquisti non è riuscito a comperare i quattro motori in tempo: solo il 2 gennaio ha spedito l'ordine d'acquisto. Così per più di tre mesi le esercitazioni pratiche hanno zoppicato. Si può capire il malumore degli studenti che in terza, volendo, possono sostenere l'esame di qualifica. Quasi nessuno vi rinuncia: l'efficienza dei laboratori, quindi, è essenziale per la loro formazione.

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