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Troppe sedi, mattone in crisi anche nel Pd

Troppe sedi, mattone in crisi anche nel Pd

Nel piano di “razionalizzazione” dei circoli finora venduta solo via Martiri della Bettola: «Cessioni sì, ma no alle svendite»

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REGGIO EMILIA. Il compromesso è stato già firmato e la cessione ci sarà a breve. Il trasloco, invece, è già avvenuto, quando gli oltre 300 iscritti del circolo 4 di via Martiri della Bettola – con il circolo 6 uno dei più strutturati della città – hanno preso poster e bandiere e si sono trasferiti cinquecento metri più in là, nella sede della federazione provinciale di via Gandhi. È questo il primo e finora unico tassello di quel progetto di “razionalizzazione” avviato ad ottobre, quando il Pd reggiano aveva messo sul mercato alcuni storici circoli cittadini, alle prese con il costante calo delle tessere e i conti sempre più salati da pagare.

Un compito affidato a Dumas Iori, presidente del cda di Fondazione Reggio Emilia Tricolore, nata nel 2007 per ereditare i beni immobiliari di Pci, Ds e Pds: un bilancio sostanzialmente in pareggio, ma – soprattutto – un patrimonio di circa 50 immobili sparsi in provincia, stimato in circa 8,5 milioni di euro e svalutato dalla crisi. Ma comunque troppo oneroso da mantenere rispetto al numero degli iscritti, che si aggirerebbero ancora sotto la soglia dei seimila, lontano dagli 11mila di cinque anni fa e con l’obiettivo di arrivare a quota settemila. Uno scenario in cui alcuni immobili erano finiti sul mercato, senza tuttavia riuscire a trovare l’acquirente giusto. Ad eccezione del circolo 4, nato nel 1983, quartier generale del segretario cittadino Pd, Mauro Vicini, che adesso convive in via Gandhi con la segreteria provinciale guidata da Andrea Costa, impegnato in questi giorni nel tour “acchiappa-delusi” che lo porterà ad incontrare tutti i 60 segretari dei circoli.

«Calano iscritti e attività, specialmente in certi circoli. E ragionamenti sulle cessioni sono all’ordine del giorno – commenta Iori, precisando tuttavia che rispetto a ottobre il piano di alienazioni non è più urgente come in passato – Se ci sono le condizioni per la vendita, e arrivano proposte interessanti, ne discutiamo. Le offerte arrivate per altre sedi erano però troppo basse. Non è che possiamo svendere il nostro patrimonio: se chiediamo cento, non possiamo darlo via a cinquanta. Con via Martiri della Bettola invece abbiamo fatto in un attimo. E la cessione ci ha permesso di sistemare un bel po’ di cose».

Il trasloco è stato deciso con i militanti a novembre, quando il segretario Vicini ha chiamato a raccolta tutti gli iscritti per decidere il da farsi: «Abbiamo fatto una riflessione - commenta Vicini - e politicamente abbiamo deciso di trasferirci. La sede è rimasta operativa anche a dicembre per il referendum. Ora il circolo verrà venduto. E noi continuiamo a lavorare in sinergia con via Gandhi, dove abbiamo spazi nostri. C’è un tema aperto di valutazione delle capacità dei circoli di sostenere economicamente le attività. Adesso abbiamo razionalizzato queste due sedi, partendo in anticipo per capire quali circoli possano servire in funzione di una riorganizzazione del partito». (e.spa.)

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