Benaglia contro il sindaco «Non dia colpe agli altri»
A Guastalla prosegue la guerra dell’Imu. L’ex primo cittadino replica alle accuse «Volevamo cambiare il Psc, ora lei si prenda quelle che sono sue responsabilità»
GUASTALLA. La guerra dell’Imu e le accuse di “inerzia” all’ex amministrazione comunale da parte dell’attuale sindaco Camilla Verona hanno irritato l’ex sindaco Giorgio Benaglia e l’intero gruppo di opposizione “Per Guastalla”, la cui capogruppo Elisa Rodolfi e il consigliere Vincenzo Iafrate hanno fatto parte dell’ex giunta.
«È giunto il momento che la sindaca Verona, cominci a prendersi le proprie responsabilità - sono le parole di Benaglia – Con molta tranquillità intervengo sulla questione dell’Imu sulle aree edificabili per dire che da parte mia non c’è stata nessuna inerzia. Volevamo cambiare il Psc ma non ci siamo riusciti». Di ugual parere la capogruppo di “Per Guastalla” Elisa Rodolfi: «Non ci stiamo a fare da capro espiatorio, il sindaco Verona non può dare colpe all’ex amministrazione se non sa cosa rispondere ai cittadini del “Comitato Truffati dal Psc”». E il consigliere Vincenzo Iafrate rincara la dose: «Attaccare per non essere attaccati. Questa è la chiarissima linea della sindaca Verona. Le sue politiche sono tutte vessatorie nei confronti dei cittadini. L’ intenzione di fare cassa risulta evidente in tutte le sue scelte: dalle contravvenzioni quintuplicate, all’installazione di macchinette di ultima generazione che coprono le vie al fine di introitare il più possibile, fino al “tutor” che verrà installato tra Novellara e Reggiolo in nome di una maggior sicurezza, ma che di fatto costerà molto alle tasche dei cittadini, alla ormai tristemente famosa Imu impropria». «Fare cassa –continua Iafrate - è un’ossessione per questa Giunta e l’ Unione. Giustificarsi agli occhi dei cittadini incolpando la Giunta precedente è il giochino più antico del mondo. Benaglia ha lasciato in eredità un Comune in ordine inserito tra i “virtuosi” e con un sostanzioso avanzo di cassa mentre alla data odierna risulta in bilancio un mancato introito di 600mila euro di fondi non esigibili che verranno spalmati tra tutti i contribuenti guastallesi». «Sta di fatto – evidenzia il consigliere - che riguardo ai terreni agricoli inseriti nel Psc nel 2008, l’ex sindaco Mario Dallasta concordò con i cittadini interessati 4 euro al metro quadro come valore venale e nessuno più vi mise mano mentre l’attuale primo cittadino impone ora 24 euro al metro quadro. Ci sono famiglie che devono pagare importi salatissimi senza aver venduto terreni e senza prospettive di vendite». «Presenterò – conclude Iafrate - un’interrogazione in consiglio comunale per sapere quanti e quali Comuni dell’Unione e Provincia avevano applicato tale obbrobriosa legge dato che il sindaco dichiara che “quasi tutti i Comuni vi si adeguarono”. L’unico scopo, sotto il tappeto, è quello di incassare soldi per mantenere la promessa elettorale del famoso “palasport” che, in mancanza di fondi comunali e provinciali, verrà finanziato dai cittadini sottoforma di tributi propri e impropri».
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