Gazzetta di Reggio

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La “generazione Erasmus” si racconta

di Luigi Vinceti
La “generazione Erasmus” si racconta

Sono stati 318 gli studenti reggiani che hanno svolto tirocini: dalla Germania all’Irlanda, dalla Spagna al Regno Unito

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REGGIO EMILIA. Aula magna dell'ateneo traboccante di folla e di entusiasmo, ieri mattina, dove la “generazione Erasmus” ha raccontato le esperienze vissute viaggiando e lavorando in mezzo mondo.

Storie di giovani che hanno trascorso da uno a tre mesi a contatto con popolazioni diverse, ascoltando lingue parzialmente conosciute, in ambienti e situazioni imprevedibili. Racconti che hanno dimostrato il valore e l'importanza di questi brevi scorci di lavoro che concorrono e servono ad arricchire il patrimonio personale in vista e nella speranza di future più stabili occupazioni.

Più d'uno ha ammesso, alla fine, che potrebbe tornare là dove ha sperimentato, attraverso i tirocini formativi, quella che potrebbe e dovrebbe essere la sua reale professione.

Reggio brilla per questo impegno che svolge da anni e che nel 2016 ha potuto arricchire grazie ad un finanziamento europeo dell'ammontare di un milione e mezzo di euro.

I lavori, ieri mattina, sono stati aperti dal saluto e dai complimenti del presidente della Provincia, Giammaria Manghi, che alle centinaia di giovani presenti ha portato gli apprezzamenti delle istituzioni insieme alla vice presidente Ilenia Malavasi e all'assessore comunale Raffaella Curioni. Questo scampolo di formazione è un investimento - hanno annotato tutti - rafforza i singoli ma serve a tutta la comunità: è una “cartolina di speranza” che si proietta nel tempo a divenire.

I progetti approvati e realizzati sono stati quattro - ha precisato Martino Soragni il quale guida la Fondazione E 35 che ha ottenuto il sostegno della Comunità Europea - e ciò ha consentito la partecipazione di 437 studenti, 318 dei quali reggiani. E così Reggio primeggia in campo nazionale per numero di giovani mobilitati fra iscritti alle classi quarte delle medie superiori e neo diplomati. I primi hanno viaggiato (un mese) durante la scorsa estate; gli altri (tre mesi) sono stati impegnati da settembre sino a fine anno. I progetti hanno coinvolto tutte le scuole superiori della nostra provincia oltre agli studenti di Enaip, Cremeria, Its Maker.

Diversi i Paesi nei quali sono stati svolti i tirocini e vanno dalla Germania all'Irlanda, da Malta e Portogallo al Regno Unito, dalla Spagna ai Paesi Bassi. Tanti luoghi diversi ma tutti ugualmente accoglienti nei confronti degli italiani. Come hanno raccontato, infarcendo spesso la narrazione con curiosi aneddoti e singolari esperienze che hanno spesso strappato gli applausi della foltissima platea che gremiva la sede dell'ateneo reggiano.

Qualche esempio sugli impegni svolti e le destinazioni: Simone Bertolotti (dell'Its Nobili) è stato operativo in Irlanda; Ines Ait Idder di origine marocchina ma ormai reggianissima (Galvani) in un laboratorio odontotecnico di Malta; Federica Bertani (carpigiana del Matilde di Canossa) è stata inserita in una associazione di volontariato del Portogallo; Paola Bisi (liceo Gobetti di Scandiano) era occupata in un museo di arte contemporanea spagnolo a La Corugna; Asia Costi (Liceo linguistico Canossa) si è impegnata un Co working space (organizzazione eventi) ad Amsterdam, nei Paesi Bassi; Massimiliano Cadei (liceo scientifico D'arzo) lavorava in un negozio di biciclette nella città inglese di Cardif.

La fatica è stata da tutti dimenticata mentre sono rimasti, di quei giorni, ricordi incancellabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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