Gazzetta di Reggio

Reggio

«La ’ndrangheta tenta di intimidirci»

di Ambra Prati
«La ’ndrangheta tenta di intimidirci»

Così Luca Vecchi alla tavola rotonda sulla legalità ieri pomeriggio alla Cgil. Criticata l’assenza del mondo imprenditoriale

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REGGIO EMILIA. «La ‘ndrangheta è sempre occulta e si mimetizza nei rapporti con il territorio che vuole controllare. Questo è evidente in Kyterion, il processo gemello di Aemilia che si svolge a Catanzaro, dove si staglia con evidenza la figura del boss Nicolino Grande Aracri. E a breve inizierà a Reggio Calabria l’indagine “Gotha”, con il fine di provare che una cupola massonica e non solo criminale domina da decenni il capoluogo calabrese». Questa la rivelazione di Claudio Cordova, giornalista calabrese della testata on line “Il Dispaccio”, ospite ieri alla Cgil della tavola rotonda sulla criminalità organizzata nell’ambito della tre giorni della legalità. Tra gli interventi, è spiccato quello di Enza Rando, avvocato dell’ufficio legale di Libera minacciata e vittima di un raid compiuto nel suo studio: «Sono accaduti due fatti peculiari ad Aemilia. Primo: per due volte gli imputati hanno cercato di escludere dal dibattimento le scolaresche, perché temono molto che i ragazzi mettano le antenne, ne parlino a scuola e con i genitori, insomma sviluppino una coscienza antimafia. Secondo: gli imputati hanno cercato di buttar fuori dall’aula i giornalisti, perché riportano bene le notizie e quello che scrivono entra nelle menti. Anche questo serve per costruire una cultura antimafia». Il sindaco Luca Vecchi, colpito dalla lettera a lui indirizzata e dal tentativo di estromissione di scolaresche e stampa, ha concordato in pieno: «A mio parere sono tentativi di intimidire: la ‘ndrangheta cerca di far paura. Invece la reazione (da parte di sindaci, istituzioni, mass media e dello stesso Caruso) c’è stata. Sappiamo cos’è accaduto negli ultimi due anni, ma io non so cosa accadrà in futuro: la ‘ndrangheta ha cambiato i leader? Come si è riposizionata? In quali settori economici? Bisogna lavorare tutti insieme, c’è in gioco la credibilità della comunità reggiana». Negli eventi di tutti i relatori è emersa una forte critica e censura per l’assenza del mondo imprenditoriale e delle organizzazioni di categoria.

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