Lacrime e scritte colorate sulla bara bianca di Filippo
In tanti da Sant'Ilario a Langhirano per l'ultimo saluto al 17enne ucciso da un'auto mentre in strada andava a prendere l'autobus
SANT'ILARIO. La chiesa parrocchiale di Langhirano non ha mai visto tanta gente: secondo una stima approssimativa sono circa 500 le persone arrivate per l'ultimo saluto a Filippo Ricotti, il 17enne travolto e ucciso da un’auto martedì scorso mentre si recava a prendere il bus alle 7 per andare a scuola.
Un dramma che coivolge due province Parma, la famiglia Ricotti abita da oltre un decennio a Torrechiara, a una centinaio di metri dall’incidente, e Reggio Emilia in particolare Sant’Ilario, dove il papà Stefano è presidente della storica azienda Dalter Alimentari Spa di via Val d’Enza 134, fondata dal nonno Angelo. E tra i presenti c'erano anche diversi dirigenti e dipendenti Dalter.
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In chiesa erano presenti tante persone al punto che papà Stefano, mamma Paola e la sorella Camilla hanno trovato posto solo di fianco all’altare, insieme a parenti e soprattutto a una massa di giovanissimi, in tre ordini di panche per lato accanto al parroco.
Sono stati proprio i giovani a tributare il saluto più sentito al 17enne. Hanno lasciato i loro messaggio sulla bara di legno chiaro: “Ciao Filo, un amico come te non lo troveremo più”. “Non solo un compagno, ma un fratello”. “Ciao mio capitano”. “Take care! Your english teacher”. “Sorridi sempre”. “Ti abbraccio forte”. C’è perfino un “compagno di briscola”. La meglio gioventù, accorsa in massa per salutare e non dimenticare “Filo”.
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