Gazzetta di Reggio

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Filippo, lacrime e colori sulla bara bianca

di Ambra Prati
Filippo, lacrime e colori sulla bara bianca

Le frasi degli amici e dei compagni di scuola scritte con i pennarelli davanti alla chiesa di Langhirano, affollatissima

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SANT’ILARIO. «Ciao Filo, un amico come te non lo troveremo più». «Non solo un compagno, ma un fratello». «Ciao mio capitano». «Take care! Your english teacher». «Sorridi sempre». «Ti abbraccio forte». C’è perfino un «compagno di briscola».

Sono solo alcune delle frasi scritte sulla bara di legno chiaro – ma molte altre se ne aggiungeranno all’uscita, quando gli amici scriveranno altri messaggi utilizzando dei pennarelli colorati – in ricordo di Filippo Ricotti, il 17enne travolto e ucciso da un’auto martedì scorso mentre camminava lungo la strada per andare prendere l’autobus che lo avrebbe portato a scuola a Parma. Un dramma che ha colpito anche Sant’Ilario, dove il papà Stefano è presidente della storica azienda Dalter Alimentari Spa di via Val d’Enza 134, fondata dal nonno Angelo. E infatti ieri mattina erano presenti anche diversi dirigenti e dipendenti della Dalter Alimentari.

La chiesa parrocchiale di Langhirano, dove si è svolto l’estremo saluto (la famiglia Ricotti abita da oltre un decennio tra Cascinapiano e Torrechiara, a una centinaio di metri dal luogo dell’incidente), non ha mai visto tanta gente: una stima approssimativa porta a considerare circa 500 persone.

L’afflusso, che è iniziato fin dal 9 del mattino, è stato tale da mandare in tilt la viabilità del paese; un centinaio di persone sono rimaste fuori dall’ampia chiesa, stipata all’inverosimile.

Perfino la disposizione accanto al feretro, inusuale ma non casuale, non è bastata per fare spazio: papà Stefano, mamma Paola e la sorella Camilla hanno trovato posto di fianco all’altare, assieme a parenti e soprattutto a una massa di giovanissimi, in tre ordini di panche per lato accanto al parroco.

E’ stato quest’ultimo il primo a prendere la parola, seguito da interventi che definire toccanti è riduttivo. «Non sapremo mai quanto bene può fare un sorriso, diceva Madre Teresa di Calcutta. E tu Filippo, che di sorrisi ne hai regalati tanti nella tua breve vita, chissà quanto bene hai fatto – ha dichiarato il sacerdote nell’omelia –. Sorrisi contagiosi pieni di relazioni personali, sorrisi con i quali presidiavi il campo da calcio, pieni di voglia di godersi il presente. Eri educato e rispettoso, valori che hai respirato nella tua bella famiglia».

Il parroco ha rivolto un invito un invito ai presenti: «La vicinanza di tanti amici e conoscenti in questi giorni è stata un bene prezioso. Ora Stefano e Paola hanno bisogno di voi: cercate di continuare anche nei prossimi giorni, mesi ed anni, perché il dolore non sparirà».

I protagonisti della cerimonia, oltre ai famigliari, sono stati i giovanissimi: i compagni di classe e di scuola arrivati con i pullman organizzati dal liceo scientifico Bertolucci di Parma; il coro, formato dai ragazzi dell’indirizzo musicale dello stesso istituto; i coetanei, che hanno inframmezzato il rito con messaggi personali («Filo ci guarda ora dal cielo», «Preghiamo perché dia alla famiglia il coraggio di continuare un cammino interrotto», «Dacci la forza di affrontare la vita ricordando Filo»); le amiche della sorella Camilla, che a un certo punto l’hanno sorretta; gli amici e compagni di squadra che hanno portato il feretro a spalla all’esterno, fermandosi in un momento di raccoglimento. La meglio gioventù, accorsa in massa per “Filo”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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