«Nessuna emorragia Contiamo di ripetere i tesserati del 2016»
Il segretario Andrea Costa e i mal di pancia interni al Pd E intanto i giovani dem presentano la scuola di politica
REGGIO EMILIA. Il tesseramento per il 2016, che chiude a fine febbraio, «viaggia all’85-90% e la convinzione è quella di confermare le 7mila tessere dell’anno precedente». Per il segretario provinciale del Pd Andrea Costa, non c’è nessun crollo o fuga di iscritti rispetto allo scorso anno a Reggio, a dispetto dei dati regionali che segnalano una significativa flessione del loro numero. La fuga in realtà, almeno a Reggio, c’è già stata negli anni scorsi con i tesserati Pd che da circa 10mila sono passati ai 7mila del 2015. Proprio per recuperare gli scontenti, ricompattando una base che ancora non ha metabolizzato l’esito del referendum, mettendo insieme come li ha definiti Costa «i neo entusiasti, gli iscritti storici e i delusi, che si rivolge il percorso di ascolto avviato in tutti i circoli del Pd reggiano e che si apre già oggi». Compreso al Circolo 8 di Villa Sesso privo del segretario da un anno. Una situazione particolare ha spiegato Costa e dovuta alla necessità di fare attività politica sul territorio e di intercettare gli umori dei cittadini e degli iscritti prima di andare a congresso. «Il problema – ha chiosato – non è trovare un segretario, quello si trova sempre, ma di essere presenti sul territorio».
Forse sarà per questo che quel Circolo Pd che evidentemente è rimasto disconnesso dalla realtà è, di fatto, commissariato dal segretario provinciale in attesa del congresso nazionale. Un appuntamento che quando sarà fissato inevitabilmente farà lievitare il numero degli iscritti (succede ogni volta) e a cui arrivare, almeno nelle intenzioni dei dirigenti nazionali e locali, dopo aver ascoltato, soprattutto gli scontenti, «su tre temi: lavoro immigrazione, sicurezza e al tempo stesso raccogliere aiuti da consegnare alla Protezione Civile e destinare alle popolazione delle zone terremotate e a quelle sommerse dalla ultime nevicate», ha sottolineato Costa anticipando che sui tre temi posti il Pd dell’Emilia Romagna «cercherà di proporre un’originale elaborazione in una sorta di via emiliana all’ascolto e al confronto con gli iscritti».
Queste le due novità principali nell’intervento del segretario Costa di ieri, in occasione della presentazione del secondo appuntamento di “Hdemia”, la scuola di formazione politica promossa dal Pd e dai giovani dem reggiani e che viene riproposto, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, a cui hanno partecipato circa 110 iscritti di cui un terzo under 25. E si tratta, hanno spiegato il segretario dei giovani Luca Bonacini e Martina Bonura, illustrando i temi che saranno dibattuti, «di una scelta per includere tutti e in continuità con quelli dello scorso anno». Solo così si può spiegare la scelta di parlare l’11 febbraio di “Italia fondata sul lavoro e sulle tutele previdenziali”, il 18 febbraio di “Brexit: cosa accadrà in Europa”, il 4 marzo di “Welfare: dai principi alle politiche”, e l’8 aprile di “Mondi erranti”, ovvero di immigrazione. Temi trasversali, con buona pace di chi dai giovani dem si aspettava una sussulto di innovazione e di provocazione.
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