Reggio Emilia, riapre il Gattaglio’s quattro mesi dopo l’incendio doloso
Il pub inaugurato venerdì sera con il tutto esaurito. Il titolare: «Avere paura sarebbe come essere già morti»
REGGIO EMILIA. Proprio come l’araba fenice, il Gattaglio’s pub è rinato dalle proprie ceneri. Letteralmente. Dopo l’incendio doloso scatenato da un ex dipendente a settembre dello scorso anno, uno dei locali punto di riferimento per i giovani reggiani ha finalmente riaperto. Dopo 119 giorni di chiusura e migliaia di euro spesi per la ristrutturazione, il locale ha inaugurato nuovamente venerdì fra il calore e l’affetto di centinaia di clienti che hanno affollato il pub e la piccola piazzetta antistante.
Di quelle bruciature, create dal liquido infiammabile che il 33enne Marco Lansi aveva lanciato sul bancone e sugli arredi del Gattaglio’s, oggi non restano che amari ricordi. Le cicatrici sono completamente guarite e la forza di volontà del titolare e dei dipendenti ha restituito alla città un punto di aggregazione fondamentale, un presidio del territorio oltre che un posto dove bersi una birra.
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E la parola chiave per superare quella triste vicenda è stata una sola: ironia. Scherzare sul gesto folle di Lansi per esorcizzarlo, la medicina più vecchia del mondo. Lo dice l’evento pubblicato dalla pagina Facebook del locale per annunciare la riapertura, “Gattaglio’s On Fire”. E lo dice il sorriso beffardo e le risate del proprietario, il romano Matteo Neri, trapiantato fin da piccolo a Reggio Emilia. È stato lui, ormai due anni fa, a prendere in gestione l’attività e trasformarla in una tappa fissa per la gioventù della città. Un luogo che ha ridato vita a un quartiere ormai spento da tempo, dove la sera le ragazze avevano paura a passeggiare.
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«In questo posto – ha raccontato Neri il giorno dopo l’inaugurazione, mentre puliva il bancone preparandosi alla serata – abbiamo creato un punto di incontro per i giovani: non è solo un luogo dove venire a bere. Qui la gente si conosce, socializza nella piazzetta, anima una zona prima morta. Voglio ringraziare tutti quelli che sono venuti venerdì per la riapertura, erano tantissimi ed era tutto pieno sia dentro sia fuori dal pub. In tantissimi dopo quello che è successo il 22 settembre mi hanno scritto o cercato per chiedermi quando avremmo riaperto, alla fine ho dovuto sbrigarmi perché non ne potevo quasi più».
Quello stesso quartiere a cui Neri ha ridato vita gliel’ha restituita tramite dimostrazioni di affetto che hanno assunto le forme più disparate. Dalle polaroid scattate venerdì da una cliente e che ora saranno appese dietro al bancone, al quadro che ritrae [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.14152369:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/09/25/news/fuoco-al-pub-del-gattaglio-l-ex-barman-muto-in-aula-ora-e-in-carcere-1.14152369]] il titolare avvolto dalle fiamme. Ancora quell’ironia che torna e che, per Neri, è la chiave per superare lo shock subìto. «È chiaro, la paura c’è ma non dobbiamo vivere con l’ansia – ha spiegato – altrimenti sarebbe come essere morti bruciati quella notte, sarebbe un sopravvivere più che un vivere. Per questo abbiamo cercato di scherzarci su, di esorcizzare la cosa, a partire dall’evento messo su Facebook. Ma facciamo la stessa cosa con i nostri clienti, vogliamo che stiano sereni non dobbiamo dargliela vinta».
Un ringraziamento particolare va agli amici di sempre, quelli storici che non hanno mai abbandonato il proprietario e gli sono stati accanto anche economicamente. «I tempi delle assicurazioni sono molto lunghi – ha concluso Neri – e per aprire in fretta ci siamo dovuti arrangiare noi. Anche perché eravamo in sei qui dentro che non percepivamo stipendio. Ho ricevuto una mano dai familiari e dai miei amici e abbiamo riarredato tutto ma comprando le stesse cose di prima. Questo è il Gattaglio’s e non dovrà cambiare».
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