“Sfrattata” la Agility Dog l’area nuova non è pronta
Cadelbosco: la società traslocherà di qualche chilometro, nella zona industriale Graziano Pini: «Il Comune dopo 4 anni non ha voluto rinnovare la convenzione»
CADELBOSCO SOPRA. È arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della chiusura del campo di agility dog a Cadelbosco Sopra. Attraverso un lungo post su Facebook, la società Agility Dog Reggiana ha annunciato la chiusura, dopo quattro anni, della struttura aperta a Cadelbosco Sopra, che era diventata un vero e proprio punto di riferimento per moltissime persone che avevano iniziato ad avvicinarsi al campo di agility anche solo per guardare i cani allenarsi, in attesa di ripartire nella zona industriale di Cadelbosco Sotto.
«Abbiamo iniziato l’attività nella struttura di Cadelbosco quattro anni fa – afferma Graziano Pini, uno dei fondatori della società –. Siamo partiti con la vittoria di un bando comunale per la realizzazione di una scuola di agility e un’area di sgambamento ad essa collegata per permettere a chiunque avesse un cane di poter usufruire di un’area in cui far divertire i propri animali senza incorrere in pericoli».
Negli anni l’attività non si è limitata alla scuola di agility. «In questo lasso di tempo siamo stati una vera e propria scuola di educazione per i cani e per i loro padroni, lavorando su come ci si deve comportare. In più, abbiamo fatto anche delle giornate dedicate ai bambini con delle disabilità».
Ora che la convenzione è scaduta, la società è costretta a spostarsi. «Dall’ottobre 2015 abbiamo chiesto più volte al Comune di incontrarci per rinnovare la convenzione, per dare continuità al lavoro che stavamo svolgendo, considerando anche gli investimenti fatti nell’area, che superano i 30.000 euro. Nella primavera dell’anno scorso è stato fatto un nuovo bando, che abbiamo vinto, per l’area industriale di Cadelbosco Sotto, che però adesso è ancora solamente terra battuta. Ci è stata negata la proroga per rimanere nel nostro campo fino a marzo, poiché la convenzione è scaduta a dicembre, e quindi ci siamo ritrovati costretti a chiudere la struttura. Siamo molto dispiaciuti perché il nostro campo di addestramento era diventato un vero e proprio punto di riferimento non solo per i padroni dei cani; c’erano molte persone che si avvicinavano anche solo per vederci lavorare e ammirare i cani saltare gli ostacoli. Adesso saremo costretti a ripartire, anche se lo dovremo fare in una zona industriale che non mi sembra il luogo più idoneo per svolgere delle attività all’aperto e per portarci dei bambini».
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