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«La tassa fu concordata, non è arbitraria»

di Mauro Pinotti
«La tassa fu concordata, non è arbitraria»

Il comitato “Truffati dal Psc” al sindaco: «Quei quattro euro al metro frutto della mediazione con la giunta Dallasta»

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GUASTALLA. Il comitato "Truffati dal Psc" replica alle dichiarazioni del sindaco Camilla Verona in merito alla diatriba sull'Imu, che in questi giorni ha visto un susseguirsi di botta e risposta sulle pagine della Gazzetta.

«Quando il primo cittadino afferma che "la scelta da parte dei cittadini di pagare l'Imu su un valore pari a 4 euro al metro quadro è del tutto arbitraria e personale" non dice la verità perché, come più volte detto, quel valore era stato concordato con l'allora amministrazione del centrosinistra (sindaco Mario Dallasta, ndr), che ci aveva inserito all'interno del Psc nonostante la contrarietà di tutti i proprietari e nonostante alcuni di essi abbiano anche depositato e fatto protocollare domande di uscita da questo piano», afferma Corrado Berni, portavoce del comitato "Truffati dal Psc".

«Quei 4 euro erano stati il frutto di una mediazione tra l'amministrazione comunale e i proprietari, dato che era stato calcolato come valore medio. Infatti – prosegue Corrado Berni – prima di ciò, i proprietari pagavano una Imu calcolata sul reddito domenicale che è estremamente inferiore a quei 4 euro, come avviene per tutti i terreni agricoli».

«Noi ci siamo sempre comportati come ci avevano detto – prosegue il portavoce del comitato "Truffati dal Psc" – nonostante già allora avessimo maldigerito il dovere pagare di più del dovuto nonostante i terreni siano sempre stati a destinazione agricola, e aggiungo area protetta dalla caccia. Infatti non è raro vedere lepri o fagiani in quella zona. Prova di quanto detto è l'articolo uscito sabato in cui l'ex sindaco Benaglia e alcuni esponenti della sua giunta affermano che quel valore dei 4 euro era risaputo fin dal 2008, prima dell'arrivo e dell'insediamento dell'amministrazione di centrodestra. Addirittura si afferma che la giunta Benaglia aveva pensato di cambiare il Psc per farli uscire, dato che erano e sono tutt'ora effettivamente terreni agricoli».

«In ultimo – aggiunge Corrado Berni – si vuole ricordare all'attuale sindaco Verona che i proprietari, essendo stati costretti a presentare domanda di ricorso, non possono più presentarsi in Comune per tentare una mediazione, dato che questo era già stato fatto nei primi 60 giorni dalla ricezione degli avvisi di pagamento, senza in alcuni casi nemmeno ottenere un appuntamento, o in altri non raggiungendo nessunissimo accordo».

«Nella fase in cui si trovano i proprietari, è il Comune che deve chiamarli e non viceversa. Avendo dato la domiciliazione delle pratiche agli avvocati e fiscalisti che seguono il caso, i proprietari non si possono esporre. Saranno ben lieti però – conclude il portavoce del comitato "Truffati dal Psc" – se il Comune li contatta e cerca questa mediazione data la più volte vantata disponibilità all'incontro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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