Morto frate Crispino, era malato da tempo
REGGIO EMILIA. Era ospitato da due anni nel convento dei frati Cappuccini di via Ferrari Bonini, ma a causa delle sue precarie condizioni di salute e della malattia da cui era afflitto non era mai...
REGGIO EMILIA. Era ospitato da due anni nel convento dei frati Cappuccini di via Ferrari Bonini, ma a causa delle sue precarie condizioni di salute e della malattia da cui era afflitto non era mai potuto uscire dalle mura della struttura. Al punto che non aveva mai nemmeno potuto partecipare alle messe e alle funzioni religiose, pregando nel silenzio della sua stanza e, nell’ultimo periodo, dall’infermeria.
Una presenza silenziosa di cui nessuno a Reggio Emilia era a conoscenza. Ma lui, frate Crispino, c’era e i suoi confratelli con il tempo avevano imparato a conoscerlo e apprezzarlo. Fino a quando, ieri mattina, la malattia a avuto la meglio e lui, sulla soglia degli 82 anni, è deceduto. Sul posto sono intervenuti gli uomini del 118 di Reggio Emilia e un’auto medica ma non c’è stato altro da fare se non constatarne il decesso.
Frate Crispino, al secolo Edgardo Mescolini, qui a Reggio Emila è arrivato solo quando ormai era troppo malato ma, in Romagna, era molto conosciuto. Aveva passato gran parte della sua vita a Vignola, in provincia di Modena, e prima ancora nel bolognese e a Santarcangelo di Romagna, passando anche lungo le località bagnate dall’Adriatico.
Poi il “ricovero” nella nostra città. Una pratica che negli ultimi anni è diventata un’abitudine: sono molti i frati Cappuccini che vengono ospitati nell’infermeria di via Ferrari Bonini, una delle più adatte per soddisfare le esigenze degli anziani confratelli.
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