Gazzetta di Reggio

Reggio

reggio emilia

«Da Reggio alle Marche con 50 mezzi», ma l’offerta cade nel vuoto

di Luciano Salsi
«Da Reggio alle Marche con 50 mezzi», ma l’offerta cade nel vuoto

Emilio Ferretti è il portavoce del “gruppo degli amici che amano spalare la neve”: «Disorganizzazione da terzo mondo, dalla Regione Marche nessuna risposta»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. L'inadeguatezza della Protezione civile, dimostrata dalle cronache abruzzesi e marchigiane degli ultimi giorni e da tante testimonianze e proteste, trova conferma nella stupefatta amarezza con cui un folto gruppo di trattoristi del Nord Italia s'è visto cadere nel vuoto l'offerta di andare a rimuovere la neve con cinquanta mezzi appositamente attrezzati.

Emilio Ferretti, il contoterzista di Gattatico che li rappresenta, riferisce: «Non appena si è saputo dell'emergenza, per conto dei miei colleghi ho contattato Federica Manenti (responsabile provinciale e membro della Giunta esecutiva regionale della Protezione civile, ndr), che s'è resa disponibilissima. Le abbiamo fornito l'elenco dettagliato dei mezzi a nostra disposizione, che lei ha spedito alla Regione Marche. Chiedevamo soltanto il rimborso delle spese. Nessuno, però, ci ha risposto».

Nonostante il suo interessamento, Federica Manenti aveva manifestato qualche riserva sul buon esito dell’iniziativa. Nella mattina di venerdì aveva scritto via e-mail a Ferretti: «Emilio, grazie di tutto. Ho già inviato alla Regione Marche. Speriamo riescano a farvi partire, sono veramente in difficoltà per emergenza complicatissima da coordinare. Ci teniamo in contatto».

L’offerta aveva senso nella prospettiva di un immediato accoglimento. La risposta, però, s’è fatta attendere un giorno e mezzo. Sabato sera Ferretti ha scritto a Federica Manenti: «Il tempo è passato senza nessuna notizia ricevuta, il che comporta una grande delusione mia e di tutti i miei colleghi.

Eravamo fiduciosi di poter collaborare per alleviare i disagi dei nostri connazionali con l’esperienza accumulata in tanti anni. Ora abbiamo la consapevolezza che lo stato, nei suoi organi di emergenza, è un vero fallimento. Una disorganizzazione simile non è da paese civile, ma da terzo mondo».

Il “gruppo degli amici che amano spalare la neve” è nato quattro anni fa e si fa conoscere con un profilo Facebook. Lo compone una cinquantina di piccoli imprenditori sparsi fra Emilia, Lunigiana, Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Possiedono trattori da cento, duecento e trecento cavalli che vengono utilizzati per i lavori agricoli per conto terzi, ma d'inverno servono per lo sgombero della neve tramite contratti con le amministrazioni comunali e provinciali.

Normalmente durante l’inverno questi operatori sono impegnati nei rispettivi territori. Nella nostra provincia dispongono di più di cinquecento macchine e percepiscono 2.500 euro per la disponibilità da novembre a marzo (da ottobre a metà aprile in montagna), più 60-70 euro all’ora per la rimozione della coltre bianca. Finora, però, questa stagione è stata particolarmente avara di precipitazioni nevose sia sulle Alpi sia sull’Appennino settentrionale, per non parlare della pianura padana.

Quindi i trattoristi erano pronti ad aggiungersi ai volontari che lavorano con grande generosità nelle zone colpite dal maltempo e dal terremoto. «Ci eravamo offerti – spiega Ferretti – di intervenire con mezzi di ogni genere, dotati di lame, vomeri e turbine. Avevamo il gasolio occorrente e due camper dove andare a riposare. Non sarebbe stato complicato farci lavorare, una volta individuata la provincia che ne aveva bisogno. Sarebbe bastata una persona competente per distribuire i mezzi nei vari comuni, dove gli addetti alla viabilità gestiscono il servizio».

Ma è proprio la competenza che difetta, secondo Ferretti, il quale finisce per promettere: «Mi auguro che questa emergenza non si ripeta, ma se dovesse accadere la prossima volta ci muoveremo in autonomia. E garantisco un risultato migliore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google