Fragilità sociali Tre nuovi progetti della Manodori
Alleanza con Banca Prossima per sostenere il no profit Il sindaco Vecchi: «Si pensi allo sviluppo del territorio»
REGGIO EMILIA. Lo sviluppo sociale del territorio reggiano può contare su tre nuovi progetti che puntano a favorire il welfare e sostenere le fragilità. Iniziative presentate ieri dalla Fondazione Manodori in un incontro all’hotel Posta che ha riunito istituzioni civili e religiose della città.
L’appuntamento si è incentrato sui futuri scenari della Manodori e sui “nuovi strumenti per crescere insieme”. La prima novità è costituita da una alleanza con Banca Prossima (gruppo Intesa), istituto di credito che si dedica al mondo del no profit. Il titolo è “Cresco, credito per lo sviluppo delle comunità”, una convenzione per concordare un fondo di garanzia che consenta a realtà operanti nel territorio di ottenere le liquidità necessarie per iniziative a ricaduta sulla realtà locale. La Fondazione sceglierà con un bando le idee da accompagnare e garantire.
C’è poi l’adesione al “Fondo per contrastare le povertà educative” (un accordo fra governo e fondazioni bancarie da 120 milioni per 3 anni) destinato a favorire la prima infanzia (0-6 anni) e i giovani (11-18 anni) in situazioni di disagio o difficoltà. La Manodori ha già stanziato 600 mila euro e ha invitato le altre realtà reggiane a unirsi all’iniziativa. Il bando per i minori è scaduto il 15 gennaio e si stanno scegliendo i progetti; il secondo scade il prossimo 9 febbraio.
Entra infine nel vivo il bando WelCom lanciato un anno fa dalla Fondazione reggiana; ieri hanno preso il via i laboratori da cui usciranno i progetti per prevenire e sostenere le fragilità diffuse, rinsaldare i legami sociali, mettere a punto nuovi servizi e rinnovate modalità operative per il welfare di comunità.
Queste iniziative sono state anticipate dal presidente Gianni Borghi, che ha colto l’occasione per sottolinearne il carattere sociale e inserirle nel piano di differenziazione degli investimenti concordato all’unanimità sia dal Consiglio di amministrazione (4 membri oltre al presidente) sia dal Consiglio generale (13 membri). Il presidente si è poi soffermato sugli approfondimenti in corso in vista del prossimo aumento di capitale di Unicredit, l’istituto bancario che custodisce una parte consistente dei fondi posseduti dalla Fondazione.
Piena condivisione ai nuovi impegni è venuta dal vescovo Massimo Camisasca, che ha suggerito due obiettivi: la creazione di una classe dirigente capace di cogliere i cambiamenti epocali attraverso l’educazione sociale e politica di studenti, famiglie, insegnanti, e l’adozione di iniziative idonee ad affrontare le nuove povertà – come quella dei migranti – coniugando con intelligenza la finanza alla carità.
Il sindaco Luca Vecchi ha condiviso le indicazioni del presule e ha spinto le proprie analisi sulle strade da percorrere per conservare alla Fondazione lo storico spirito di solidale partecipazione allo sviluppo del territorio, che passa però necessariamente attraverso una oculata gestione delle risorse. Dell’importanza di un’analisi delle fragilità sociali (più bisogni meno risorse) e di speranze che derivano da un sistema di alleanze della comunità, ha poi parlato il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, che ha fatto cenno alle esperienze maturate nel mondo della scuola prima di assumere l’impegno politico. I lavori sono stati completati da quattro interessanti relazioni svolte da Marco Morganti, ad di Banca Prossima, Matteo Melley, coordinatore del comitato delle Fondazioni, Riccardo Faietti, consigliere della Manodori, e Paolo Bonaretti presidente della Fondazione E35.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
