Furto in un bar di via Adua Portato via il fondo cassa
I ladri sono entrati nella notte fra domenica e ieri forzando una finestra Rubati 50 euro in banconote e monete, sulla vicenda indagano i carabinieri
REGGIO EMILIA. Continua la scia di bar presi di mira nel cuore della notte. Spaccate da pochi euro di bottino, per le quali sembrano non esserci deterrenti, ma che si ripetono puntualmente praticamente ogni giorno. L’ultima, in ordine di tempo, è quella che è avvenuta in via Adua, cuore del quartiere di Santa Croce. L’amara sorpresa risale alla notte fra il 22 e ieri, quando i titolari del bar Adua si sono accorti che il locale era stato “visitato” poche ore prima, da qualcuno che aveva usato le maniere forti.
I ladri entrati in azione, infatti, per farsi largo hanno forzato una piccola finestra del locale. Una volta dentro l’obiettivo è stato il consueto: il cassetto con il fondo cassa. È qui che hanno trovato, arraffando le monete, circa una cinquantina di euro. Quindi la banda, probabilmente composta da più persone, se ne è andata.
E ai titolari non è restato altro da fare che chiamare il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile. Dopo gli accertamenti del caso, sono partite le indagini per cercare di risalire ai responsabili. Possibile che siano sempre gli stessi che praticamente ogni sera assaltano i bar della città? È la domanda alla quale ormai tutti arrivano, alla notizia dell’ennesimo colpo al bar.
Domande che si aggravano se si ripensa alla scia di criminalità che insiste anche su via Adua, fra spaccate, furti e rapine. Uno dei casi più gravi ed eclatanti risale al gennaio del 2015, quando una donna di 36 anni di origine marocchina ha raccontato di essere stata violentata.
Alle 23 la giovane fu avvicinata mentre camminava da sola in via Adua, nel quartiere di Santa Croce, da un uomo – poi identificato in un 47enne marocchino – che la molestò sessualmente. «Lui mi ha presa per le braccia, mi strattonava, ha tentato di girarmi e di baciarmi sulla bocca. Al mio ennesimo rifiuto mi ha tirato un pugno sul volto», raccontò poi la ragazza durante una delle udienze del processo.
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