Nasce oggi la Riserva del medio Po
A Colorno la firma del protocollo per il progetto dell’Unesco che coinvolge 50 Comuni rivieraschi di Emilia e Lombardia
GUASTALLA. Conservazione, sviluppo e supporto logistico. Sono le funzioni della Riserva della biosfera Unesco del medio Po che oggi farà il suo primo passo ufficiale a Colorno, in provincia di Parma. La nuova area di tutela ambientale sarà lunga 250 chilometri e attraverserà 2 regioni e 5 province tra cui quella di Reggio Emilia. Una provincia chiave per la nuova riserva tanto perché vi aderiscono 8 comuni: oltre a Guastalla anche Brescello, Boretto, Gualtieri, Luzzara, Poviglio, Novellara e Reggiolo. Quanto perché sono nella Bassa reggiana quasi il 10% delle aree di interesse naturalistico che faranno parte del progetto promosso insieme ad altri 42 comuni rivieraschi, dall’Autorità di bacino del fiume Po, dall’Università degli studi di Parma e da Legambiente.
Oggi nel palazzo Ducale del paese parmense, dopo la presentazione avvenuta ieri a Revere, in provincia di Mantova, i sindaci dei 50 comuni e degli altri enti promotori firmeranno il protocollo del Man and the Biospher (Mab) dando il via ufficiale alla candidatura. Il programma Mab è stato avviato dall’Unesco già negli anni settanta allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità.
Entrare nel progetto Mab Unesco consente di creare un coordinamento permanete tra aree con stesse esigenze e caratteristiche. L’obiettivo è tanto quello di tutelare le aree di interesse naturalistico quanto di attuare progettualità, infrastrutture turistiche, politiche ambientali sovra-comunali, reperimento di risorse, attuazione di politiche turistico-culturali. Un modus operandi già sperimentato in altre aree del Po già diventate riserve Unesco: Il Delta (riconosciuto nel 2015), le CollinaPo torinese (tutelata dal 2016), e l’area del Monviso comprendente la prima valle del Po (nel programma dal 2013).
L’area Mab Unesco del medio Po avrà il compito di proteggere una quota rilevante dalla fauna ittica del nord Italia, incluse alcune specie migratrici di particolare interesse (storione cobice, cheppia, cefalo calamita). Il corso centrale del Po ospita inoltre anche rari uccelli acquatici e migratori, essendo uno dei principali corridoi sud-europei.
Tutto ciò è possibile grazie alla naturalità e diversità degli habitat. E a tal proposito la provincia di Reggio darà un contributo importante con 3.112 ettari, su 35.430 totali, di Siti di interesse comunitario e Zone speciali di conservazione che entreranno a far parte della nuova riserva. Sono ricomprese infatti nel progetto due importanti aree che già fanno parte della rete Natura 2000: la Valli di Novellara e la Golena del Po di Gualtieri, Guastalla e Luzzara.
Compito della riserva sarà salvaguardare la biodiversità ma anche di coordinare le attività dell’uomo. Una missione importante è complessa visto che si sviluppa in un territorio caratterizzato da agricoltura e zootecnia di avanguardia, da aree urbane diffuse e distretti industriali e da una complessa rete di infrastrutture.
Coordinare ambiente e antropizzazione non sono i soli compiti della riserva. Altro obiettivo è valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Podotti tipici e pregiati come il Lambrisco e il Parmiggiano Reggiano la cui qualità è già riconosciuta e nota a livello nazionale ed internazionale.
Oggi con la presentazione della candidatura si compie il primo passo, ma il percorso si annuncia lungo e difficile: bisognerà infatti attendere almeno il settembre del 2017 per raggiungere il traguardo del riconoscimento Unesco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google