Perseguita la moglie, avvocato condannato
Scandiano: due anni e quattro mesi al professionista finito alla sbarra per stalking e lesioni
SCANDIANO. Una lunga sequenza di violenze fisiche e soprattutto psicologiche avevano fatto emergere un’ossessione ormai patologica nei confronti della moglie. Una donna vittima di stalking da parte del marito dal quale si sta separando, un avvocato di 49 anni divenuto imputato a processo, che non le ha risparmiato vessazioni e sulla quale ha rivolto attenzioni lontane dall’essere un genuino affetto, perseguitandola a tal punto da finire alla sbarra. Ieri, il giudice monocratico Dario De Luca, ha condannato l’uomo a 2 anni e 4 mesi senza la sospensione condizionale. Il sostituto procuratore Valentina Salvi aveva chiesto 2 anni e 6 mesi, mentre l’avvocato difensore Luigi Scarcella ne aveva chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Le accuse di stalking e lesioni sono state invece vagliate e quindi accolte dal giudice, che aveva acquisito anche una perizia psichiatrica che certificava il 49enne «capace d’intendere e di volere». La moglie, attraverso il difensore di parte civile Marco Dallari – ha messo in fila, con sofferenza, particolari e circostanze. Un susseguirsi di episodi di violenza. Ha spiegato durante le varie udienze come il marito la controllasse in tutti i suoi movimenti e di come tutto sia precipitato quando lei ha chiesto la separazione. «Mi ha rovinato la vita - aveva rimarcato amaramente - mi ha privato di ogni libertà».
L’avvocato-imputato in questi mesi ha pericolosamente violato ogni misura restrittiva presa nei suoi confronti, finendo anche in carcere: ora ha l’obbligo di dimora a Verona e non può comunicare con la moglie. La parte civile aveva chiesto un risarcimento di 30mila euro, per i danni morali e fisici, oltre al pagamento delle spese processuali per 8mila euro mentre il giudice ha concesso una provvisionale di 5mila euro e spese legali per 1.700 euro. L’imputato - non presente ieri per legittimo impedimento legato a un impegno di lavoro - era ricorso anche in Cassazione per ricusare il giudice De Luca, contestandogli un pregiudizio che non ha portato ancora ad alcun rilievo della Corte Suprema. «Riteniamo la sentenza abbastanza mite rispetto alla gravita dei fatti contestati - ha dichiarato al termine dell’udienza l’avvocato Dallari - La procura sta procedendo con l’altro stralcio di indagine stavolta per maltrattamenti e sequestro di persona sempre nei riguardi della moglie. Ringraziamo comunque gli organo inquirenti, dai carabinieri a Scandiano alla dottoressa Salvi per l’attenzione prestata al caso». (e.l.t.)
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