Cgil, la minoranza rientra in segreteria
Accanto al segretario Mora eletti i “landiniani” Bondi, Meglioli e Sayah. Torna Luca Chiesi e si punta all’unitarietà
REGGIO EMILIA. La voglia di pacificare gli animi e risanare le fratture c’è tutta. Lo si vede dall’assetto della nuova segreteria della Cgil di Reggio Emilia, Camera del Lavoro a forte impronta Fiom e legata a Gianni Rinaldini e Maurizio Landini, che l’anno scorso ha visto l’uscita dal vertice della minoranza legata al segretario nazionale Susanna Camusso. Ieri l’assemblea generale della Cgil reggiana, riunita nei locali del cinema Cristallo, su proposta del segretario generale Guido Mora ha eletto con 162 voti favorevoli (90% dei voti validi) la nuova segreteria confederale che guiderà il sindacato di via Roma fino al prossimo congresso, che sarà probabilmente celebrato nel 2018.
Una segreteria pluralista, certo, che vede il ritorno di Luca Chiesi, 44 anni, funzionario nella Filctem di Reggio Emilia e tra i rappresentanti della minoranza camussiana, che un anno fa era uscito dalla segreteria per protesta dopo che Matteo Alberini era stato sostituito da Luca Marchesini, vicino al segretario Mora. Le due anime coesistenti a Reggio, landiniani da una parte e camussiani dall’altra, si sono spesso scontrate sia sul piano politico sia su quello prettamente organizzativo.
Nella nuova guida, fedeli alla linea maggioritaria del segretario Mora, ci sono l’ex segretario della Fiom Valerio Bondi, la segretaria della Flc Elvira Meglioli e Khedidja Sayah della Fiom di Guastalla.
Ora, invece, il tentativo di ricominciare il confronto insieme e tutti nelle stesse stanze è evidente: un primo vero passo per tornare all’unità a Reggio.
«Si è chiusa una fase e se n’è aperta una nuova – commenta il segretario Guido Mora, in sella per altri quattro anni – per ricostruire una prospettiva unitaria. Questo è un percorso avviato bene e che ci porterà verso il congresso. La partenza è buona. Da un anno non c’era una segreteria a maggioranza. Ora invece è plurale, con la presenza anche di una sensibilità che non c’era più in questo ultimo anno. La base di fondo è una strategia unitaria a livello nazionale».
Tra le anime “forti” torna quindi a Reggio con un ruolo operativo Valerio Bondi, 41 anni, partito nel 2003 dal Nidil passando nel 2004 alla Fiom, diventandone segretario generale a luglio 2006 per 8 anni. Da gennaio 2015 era diventato responsabile organizzativo e della contrattazione della Fiom Emilia Romagna. Volendo fare un mero calcolo di poltrone, con il segretario Mora sono quattro scranni alla maggioranza contro uno scranno alla minoranza formata dalla Filctem (chimica, tessile, energia), dalla Fillea (legno e costruzioni), dalla Flai (agroindustria), dalla Funzione Pubblica e dai Spi (pensionati) e bancari. Questi chiedevano infatti di contare di più nelle decisioni di vertice, rotta seguita ora con volontà da parte della Camera del Lavoro.
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