Demolita la latteria L’impresa edile costruirà in collina
L’area in centro ad Arceto diverrà una piazza pubblica In cambio i proprietari faranno case nella zona di Ventoso
SCANDIANO. Un futuro "pubblico" per l'enorme area dell'ex latteria sociale di Arceto, oggi raso al suolo. È quello che sta valutando l'amministrazione comunale scandianese assieme all'impresa edile proprietaria degli spazi, circa 2.800 metri quadrati totali a fianco di via per Reggio. Dopo aver ospitato per decenni il principale caseificio arcetano, il complesso è stato rilevato da questa realtà privata con l'obiettivo di recuperarla: il piano originario, indicato anche nei vecchi strumenti urbanistici locali, era quello di trasformarlo in una vastissima area edificabile, circa 2.400 metri quadrati di estensione. Il primo passo dell'accordo con il Comune prevedeva la demolizione degli edifici, anche per questioni di sicurezza e di igiene, legate alle tante condutture e ai vasconi presenti. Adesso, anche per affrontare un mercato cambiato drasticamente, il Comune di Scandiano sta lavorando a un cambio radicale di prospettiva: destinare a scopo pubblico l'area, per riqualificarla e renderla utilizzabile dalla cittadinanza. Le idee in ballo sono diverse: dal semplice parcheggio a vera piazza, oppure area per allargare il frequentato mercato settimanale arcetano.
Il primo passaggio è una convenzione fra proprietà privata e amministrazione comunale scandianese; un accordo che preveda la cessione dell'area stessa al Comune in cambio di uno spostamento della volumetria edificabile. In pratica, l'area dell’ex caseificio diventerebbe di proprietà comunale e l'impresa edile otterrebbe il permesso per costruire edilizia privata in altre zone del territorio scandianese: l'obiettivo sarebbe un'area verso Ventoso e verso i colli, luoghi dove le residenze private sono in crescita, grazie alla qualità della'ambiente e alla tranquillità garantita.
Il progetto originario, con un vasto complesso residenziale alle porte di Arceto, oggi appare decisamente fuori mercato, dal momento che si costruisce molto poco e, in un contesto come quello arcetano, si cercano piuttosto case singole o villette a schiera, più che nuovi insediamenti corposi come quelli pensati anni fa, in tutt'altra fase di sviluppo economico e demografico del comprensorio ceramico.
Una volta completato lo "scambio", si dovrebbe intervenire sugli strumenti urbanistici in essere – Piano strutturale comunale e regolamento urbanistico-edilizio – e poi ragionare assieme agli arcetani sul futuro utilizzo.
In questo modo, spiega il vicesindaco Matteo Nasciuti, ci si muoverebbe «in un’ottica di riduzione del carico urbanistico ai margini del centro di Arceto». Una riflessione da fare assieme agli abitanti: «Prima di tutto, vogliamo ascoltare la popolazione, avviare un confronto: se arrivassero delle proposte interessanti, siamo prontissimi ad ascoltare. Qualche ipotesi comunque c'è già. Si può andare dal semplice parcheggio, sfruttando gli spazi disponibili, a un utilizzo più sociale, come una piazza. Oppure, se si volesse pensare di allargare il mercato settimanale arcetano, l'ex caseificio potrebbe essere una soluzione a cui lavorare». (adr.ar.)
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