Gazzetta di Reggio

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Il giorno della memoria Anteprima con gli studenti

di Adriano Arati
Il giorno della memoria Anteprima con gli studenti

Mirella Stanzione, 89enne sopravvissuta a Ravensbruck, domani al Valli Ad ascoltarla 1.100 ragazzi che a febbraio saranno a Berlino con Istoreco

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REGGIO EMILIA. Pensieri, ricordi, testimonianze dirette di sopravvissute ai campi nazisti. Come ogni anno è molto ricco il cartellone reggiano di iniziative proposte per il giorno della memoria, la ricorrenza internazionale istituita undici anni fa come omaggio alle vittime dell’Olocausto compiuto dai nazisti e dai loro alleati, la Shoah, l’annientamento di oltre sei milioni di ebrei residenti in Europa. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa in marcia verso Berlino entrarono nel complesso di prigionia e sterminio di Auschwitz/Birkenau, ancora oggi il più conosciuto fra i simboli dello sterminio nazista. L’elenco degli appuntamenti è lunghissimo e coinvolge enti, istituti storici, associazioni, scuole, realtà culturali. Un’anticipazione speciale dedicata agli studenti reggiani andrà in scena domani al teatro Valli.

Il primo teatro cittadino ospiterà Mirella Stanzione, 89enne sopravvissuta al campo femminile di Ravensbruck e alle tremende marce della morte a cui furono costrette centinaia di migliaia di prigionieri nazisti, seguendo la ritirata tedesca sotto i colpi dell’Armata Rossa da est e dell’esercito anglo-americano da ovest. La Stanzione parlerà di fronte a 1.100 alunni delle scuole superiori reggiane, ragazze e ragazzi che da metà febbraio prenderanno parte alle tre settimane del Viaggio della Memoria di Istoreco diretto a Berlino. In Germania molti di loro visiteranno il campo di Ravensbruck, a un’ottantina di chilometri dalla capitale, e lo faranno dopo aver ascoltato la testimonianza diretta di Mirella Stanzione. Figlia di antifascisti spezzini, viene catturata assieme alla madre come ostaggio e deportata in Germania, dove rimane sino alla Liberazione, vivendo mesi durissimi nel campo di detenzione femminile berlinese e nei terrificanti trasferimenti successivi, in inverno senza alcuna protezione. L’evento di domattina, organizzato da Istoreco e dalla Fondazione I Teatri, servirà come principale momento preparatorio al Viaggio, con la narrazione diretta di quella che allora era un’adolescente, finita travolta dalla storia.

Il principale momento istituzionale si vivrà invece venerdì mattina, alle 10.30 alla sinagoga di via dell'Aquila 3/1, ultimo simbolo della comunità ebraica reggiana dopo le deportazioni del 1943 e del 1944. Verrà depositata una corona floreale e interverranno l’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi e la presidente della comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia Tiziana Ferrari. A seguire, ci sarà una visita guidata alla mostra “I soldati che dissero no” curata da Istoreco e ospitata dalla sinagoga cittadina sino al 5 febbraio: l’esposizione è dedicata a una pagina poco ricordata della storia del periodo, la deportazione in Germania come schiavi di oltre 600mila soldati italiani, trovatisi senza riferimento dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Fra loro, quasi 8mila reggiani, che rifiutarono l’arruolamento con i fascisti repubblichini e preferirono la prigionia e, spesso, la morte, figlia di esecuzioni, bombardamenti come di pessime condizioni di lavoro e di nutrizione.

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