Oggi va all’asta un dipinto di Lelio Orsi
Novellara, il disegno viene battuto da Sotheby’s a New York. Il Comune non partecipa: troppo caro
NOVELLARA. La notizia è che oggi, mercoledì, da Sotheby's a New York sarà battuto all’asta un disegno di Lelio Orsi, ma non ci sarà il comune di Novellara tra i possibili acquirenti. Si tratta di uno dei disegni preparatori per un affresco realizzato poi sulla torre dell’orologio nella piazza del Duomo di Reggio Emilia. Con la rappresentazione di “Apollo che guida il carro del Sole preceduto da Aurora”. Il disegno, datato 1544, è stato riportato sulla copertina del catalogo della grande mostra antologica organizzata a Reggio Emilia nel 1987. Nato a Novellara e per quasi mezzo secolo pittore alla corte dei Gonzaga di Novellara e Bagnolo, e genius loci della piccola capitale gonzaghesca, dove ha progettato la chiesa di Santo Stefano, la grande casa di probazione e la chiesa dei Gesuiti, il secondo piano della Rocca, i due casini di delizie gonzaghesci, oltre all’esecuzione di vari affreschi. Altri suoi disegni realizzati in tema sono conservati nella Biblioteca reale del castello di Windsor e al Louvre di Parigi. In occasione della mostra del 1987, è stato Massimo Pirondini, il curatore della mostra e del catalogo, a scoprire, in un quadretto anonimo seicentesco della pinacoteca Fontanesi, che lo stesso schema iconografico era raffigurato sulla torre della piazza. Il disegno sarebbe particolarmente importante per il Museo Gonzaga, ma a fronte di un valore indicato di 50-70mila dollari a Novellara si sono spaventati. Con il sindaco Sergio Calzari furono acquistati: il vaso mancante della splendida serie dei vasi istoriati della Farmacia dei Gesuiti, per 40 milioni di lire; l'”Annunciazione”, un prezioso olio su tavola di Lelio Orsi, per meno di 200 milioni di lire; uno degli arazzi ordinati da Alfonso Gonzaga nel 1554 alla bottega di Cosimo de Medici, per 40 milioni di lire. Con il sindaco Raul Daoli, nel 2008 sono stati acquistati all’asta due disegni orsiani: uno a Milano e uno a Sotheby’s. In occasione di questo secondo acquisto, pagato 20 mila dollari, era stato battuto all’asta, per 1 milione e 800mila dollari, un olio su rame, “Leda e il cigno”, sempre dell’Orsi. Un dipinto, esposto alla mostra del 1987, che non poteva uscire dall’Italia legalmente. Il sindaco Daoli segnalò la cosa alle autorità competenti, e dopo poco più di due anni fu effettivamente recuperato dalla polizia, e depositato provvisoriamente al Quirinale. Lo stesso sindaco scrisse una lettera al presidente della Repubblica Napolitano chiedendo in deposito il dipinto presso il Museo Gonzaga, senza al momento avere alcuna risposta.
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