Gazzetta di Reggio

Reggio

«Vogliamo più sicurezza in via Manara»

di Leonardo Grilli
«Vogliamo più sicurezza in via Manara»

La protesta dei commercianti e dei residenti dopo la morte dell’insegnante: «Le auto corrono troppo e la strada è stretta»

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REGGIO EMILIA. Il giorno dopo la tragica morte di Silvana Giorgi, investita da un grosso camion in transito in via Manara, la notizia è sulla bocca di tutti alla Rosta Nuova. Residenti vecchi e nuovi, commercianti, semplici passanti: tutti discutono di questa vicenda e si chiedono se quel tratto sia davvero sicuro per pedoni e automobilisti.

E la risposta, nella maggioranza dei casi, è negativa. C’è chi ricorda il caso di 18 anni fa, quando venne investito e gravemente ferito il noto medico reggiano Giacomo Crovetti. C’è chi critica la rotonda, c’è chi se la prende con gli autisti spericolati e chi con l’incoscienza dei giovani. Ma tutti sono concordi nel chiedere maggiore attenzione alla viabilità in quei 277 metri di strada circondata da due rotatorie, quella che incrocia con via Józef Wybicki e Umberto Poli e quella, molto più grossa, che porta in via Martiri di Cervarolo.

«Io sono arrivata in via Manara quando l’incidente era successo da pochi minuti – ha raccontato Maria Grazia Alvares – quando stavano mettendo i teli bianchi per coprire la signora. E lì ho capito che c’era stato un morto. Questa strada è pericolosa, e lo dico io che abito qui da sempre, ormai sono una storica residente di Rosta Nuova. La carreggiata è molto stretta e dalla rotonda che incrocia con via Wybicki le auto vengono spesso molto veloci. Inoltre ci sono tanti passaggi pedonali senza nessun rallentatore e non è raro che le biciclette stiano in mezzo rendendo la circolazione più complicata. Servirebbe quantomeno un dosso, qualcosa che induca gli automobilisti a rallentare».

Dello stesso avviso anche Davide Pellegrini, titolare della Creperia Agrodolce collocata proprio davanti al luogo dell’incidente, fra la farmacia e il supermercato: «Il tratto fra le rotatorie è un rettilineo piuttosto lungo e dritto e invita ad accelerare, ci vorrebbe qualcosa che rallenti il traffico. Ma il problema è anche la piccola stradina parallela a via Manara e che passa proprio davanti a due bar, una farmacia e un supermercato. Qui gli automobilisti transitano a pochi centimetri dagli ingressi dei locali, è un miracolo che non sia stato investito qualcuno in quattro anni che sono qui».

Concorde con il barista anche una delle dipendenti del vicino supermarket che ormai da sette anni lavora in via Manara. «È vero, il tratto qui davanti è pericoloso – racconta Simona Ferri – e tra l’altro non è la prima volta che capita un incidente. Anche un annetto fa una donna fu investita. Più che un autovelox forse servirebbe un dosso per costringere gli incoscienti che corrono a rallentare. Inoltre il camion era enorme, mi chiedo come sia possibile che avesse il permesso per passare in una via così piccola».

Chi invece punta il dito contro l’incoscienza degli automobilisti è Paolo Previeri: «Non possono correre in questo modo – spiega mentre sta andando nella vicina parrocchia per dei lavori – la gente che guida deve stare più attenta altrimenti poi questo è ciò che succede».

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