Anche Manghi perplesso «I tempi sono cambiati»
REGGIO EMILIA. «La stagione dell’Ulivo l’ho vissuta e non ho motivi di parlarne male. È una stagione che ha generato le condizioni per arrivare al Pd. Di conseguenza l’idea di un centrosinistra sul...
REGGIO EMILIA. «La stagione dell’Ulivo l’ho vissuta e non ho motivi di parlarne male. È una stagione che ha generato le condizioni per arrivare al Pd. Di conseguenza l’idea di un centrosinistra sul modello dell’Ulivo non mi vede distante. Certo si tratta di capire come declinarlo in un contesto come quello attuale, che è diverso da allora. Per me resta un interrogativo aperto». Così il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, interviene nel dibattito sul nuovo Ulivo innescato dalla proposta lanciata domenica scorsa a Bologna dall’ex premier, Romano Prodi.
Secondo Manghi, «la politica sta vivendo un momento davvero molto delicato. E in questo contesto penso che si debba tenere una riflessione molto profonda sullo spirito ulivista che ha portato alla nascita del Pd: uno spirito da tenere davanti a noi come elemento di guida, ma con punti interrogativi per riproporlo completamente nelle condizioni di oggi».
Una condizione in cui, rileva ancora il presidente della Provincia, molte delle forze e delle sigle politiche di allora sono nel frattempo scomparse: «La sinistra a sinistra del Pd è in continua trasformazione e sembra che manchi un punto di approdo – aggiunge Manghi – Con quale idee di fondo si terrebbe un progetto di questo tipo? Quando siamo andati a governare con l’Ulivo le difficoltà non sono mancate. E la stessa esperienza di Prodi non arrivò in fondo per due volte. Io, come allora, mi riconosco nel centrosinistra. Ma dobbiamo chiederci innanzitutto se ci sono collanti per tenere insieme soggetti diversi come allora. È su questo, credo, che si debbano fare alleanze». (e.spa.)
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