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Cartelle pazze e in ritardo: è polemica

di Adriano Arati
Cartelle pazze e in ritardo: è polemica

Arrivate a inizio gennaio, sono relative alle imposte del 2011 e 2012. Ma molte, per Caf e uffici del Comune, sono sbagliate

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CARPINETI. Cartelle esattoriali che fanno discutere. Le hanno ricevute decine di abitanti di Carpineti nei primissimi giorni del 2017, inviate da un’agenzia di Mondovì, nel piemontese, titolare della gestione delle imposte per il carpinetano per il periodo 2010-2013. Sono relative a imposte locali del 2011 e del 2012 (Ici e tasse su terreni e abitazioni) e riportano i presunti errori commessi all’epoca nella denuncia dei redditi e le conseguenti cifre aggiuntive da pagare: oltre alla somma mancante, si aggiunge spesso una penale di alcune decine di euro. In diversi casi già verificati, le cartelle non riportano però dati corretti.

Alcuni abitanti hanno fatto verificare tutti i conti sia ai Caf che agli uffici comunali carpinetani, ricevendo rassicurazioni sull’esattezza dei conti fatti all’epoca: in questi casi sarà il Comune stesso a scrivere all’agenzia facendo presentare che il caso è da stralciare. Un altro tema viene però aperto dalla minoranza Pd, in riferimento alle cartelle del 2011, per cui vi sarebbe una prescrizione passati i cinque anni.

«Abbiamo analizzato la questione e crediamo che esistano basi molto solide per il ricorso dei cittadini coinvolti. La normativa, come stabilito dalla Legge 296 del 27 dicembre 2006, prevede la prescrizione per i provvedimenti riferiti al 2011 che siano stati notificati oltre il 31 dicembre 2016», affermano il segretario Pd Dario Bottazzi e il capogruppo consiliare Stefano Baldelli.

«Non riusciamo davvero a capire le ragioni per cui l’amministrazione di Carpineti abbia atteso l’ultimo minuto per la notifica dei provvedimenti sanzionatori», attaccano ancora i due esponenti del Pd. «Questo ha esposto l’ente a un numero potenzialmente elevato di ricorsi e istanze di rimborso, che hanno costi significativi per Comune. Inoltre, non possiamo escludere che il Comune perda gli eventuali ricorsi, con un impatto non trascurabile sul bilancio dell’ente». Per questo chiedono al Comune di «fornire le opportune spiegazioni alla comunità e, allo stesso tempo, una stima del gettito che il comune rischia di perdere».

«In questi casi, è la data di invio della raccomandata a fare fede, e le missive sono state mandate prima della fine del 2016. Ci stupirebbe molto se l’agenzia avesse fatto diversamente. L’agenzia è stata incaricata dalla precedente amministrazione nel 2010, e il loro mandato è relativo alle imposte sino all’anno 2013», replica il sindaco Tiziano Borghi.

Diversa la posizione Pd, secondo cui anche la notifica deve essere effettuata entro la fine del 2016.

Al di là delle raffinatezze burocratiche che necessitano una ulteriore verifica, il sindaco Borghi avverte di fare attenzioni ai conti delle cartelle: «Non escludiamo che possano esserci stati errori di calcolo. Anzi. Perciò, prima di presentare ricorsi o quant’altro, consigliamo di rivolgersi al nostro ufficio Tributi per verificare bene ogni dettaglio e soprattutto per far verificare la correttezza dei conti. Ci raccomandiamo al riguardo, prima di spendere soldi per ricorsi ai cittadini conviene informarsi nel dettaglio nei nostri uffici».

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