correggio»IL CASO EN.COR
CORREGGIO. Parte con il bando per la vendita dell’immobile di via Ardione 2 – attuale sede della moschea – il piano di alienazione del patrimonio immobiliare per far fronte al debito accumulato dal...
CORREGGIO. Parte con il bando per la vendita dell’immobile di via Ardione 2 – attuale sede della moschea – il piano di alienazione del patrimonio immobiliare per far fronte al debito accumulato dal Comune con la vicenda En.Cor. La pubblicazione del bando nell’albo pretorio è del 13 gennaio. L’immobile, attualmente affittato all’associazione Assalam, consiste in un prefabbricato di 210 metri quadrati coperti su una superficie totale di 1.950. Prezzo base d’asta 280.000 euro più Iva e oneri di acquisto. Scadenza al 15 febbraio 2017. Entro le 12 di quella data dovranno pervenire le offerte con il versamento della caparra del 10%.
Mentre Assalam conferma l’interesse – già manifestato nei mesi scorsi – di acquistare l’immobile, dall’opposizione arrivano già le prime contestazioni. A farle è il consigliere comunale Enrico Ferrari di “Correggio al centro” che mette sotto accusa la cifra, ma anche i vincoli del bando stesso.
«Il prezzo copre i costi di costruzione pagati nel 2006 in circa 250.000 euro, come risulta dalle determine del tempo, e quindi in pratica si vende tutta l'area circostante di pertinenza a 25 euro al metro quadro circa. Prezzo giusto? Oggi è molto difficile dare il giusto valore agli immobili, ma per fare due conti possiamo utilizzare il parametro dell’affitto e stimando che da un immobile del genere si possa ricavare 20.000 euro anno, cioè circa 95 euro l’anno al metro quadro della sola superficie coperta; al costo della base d’asta darebbe un rendimento oggi molto interessante e superiore al 7% lordo, considerando anche che l’Imu per gli edifici di culto dovrebbe essere azzerata. Anche se probabilmente il canone pagato attualmente non supera qualche migliaio di euro» si legge in un lungo post sulla pagina Facebook del gruppo.
«Da parte nostra contestiamo che nel bando non sia reso noto il testo dell’accordo di affitto/concessione ed il valore dell’affitto pagato attualmente dall’associazione, probabilmente non superiore a qualche migliaio di euro, scade al 31 gennaio 2017 cioè prima della scadenza del bando, e soprattutto dal fatto, molto penalizzante per l’eventuale acquirente terzo, che la destinazione d’uso è vincolata per 20 anni al terzo settore e quindi sia escluso l’uso abitativo e commerciale, perché non consente di valorizzare il bene in vendita e massimizzare l'incasso» rimarca Ferrari. «In questo modo la giunta vuole garantirsi un introito in conto capitale, ma non dover gestire il problema di trovare un altro sito adatto allo scopo, nel caso di acquisto di un terzo e nel caso di cessione di altri immobili tale linea di condotta limiterebbe molto l’interesse dei possibili acquirenti con prevedibile danno alle casse comunali» conclude il consigliere. (el.pe)
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