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E nel Pd scoppia anche un caso Pizzarotti

E nel Pd scoppia anche un caso Pizzarotti

Il sindaco di Parma corteggiato dal primo cittadino di Bologna agita i democratici emiliani

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REGGIO EMILIA. «Coinvolgerei anche Pizzarotti perché penso sia un’esperienza civica importante e un campo democratico di questo tipo, un campo progressista, può davvero rapportarsi a esperienze di autentiche liste civiche, non liste civiche mascherate dai partiti».

L’ex M5s Pizzarotti nel nuovo centrosinistra in una prospettiva ulivista? L’idea lanciata dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, agita il Pd emiliano, alle prese con le amministrative di Parma e nel pieno delle primarie: il 5 marzo si vota il candidato sindaco del centrosinistra per sfidare proprio Pizzarotti, che si ricandiderà alle comunali di primavera. Per il segretario provinciale parmense del Pd, Gianpaolo Serpagli, l’apprezzamento di Merola per l’ex grillino è una nuova “gaffe” del primo cittadino di Bologna, che si aggiunge a quella dello scorso ottobre, quando augurò a Pizzarotti un secondo mandato: «L’Ulivo di Prodi ha una impostazione collegiale, mentre l’autocandidatura di Pizzarotti impone la figura dell’uomo solo al comando, non c'entra con l’Ulivo e il suo gioco di squadra». Bacchettate a Merola arrivano anche dal segretario regionale Pd, Paolo Calvano, per il quale «a prescindere da come uno la possa pensare» sul nuovo Ulivo, bisogna «capirsi su come si sta dentro una comunità politica. Nello spogliatoio ci si confronta, ma quando si è in campo bisogna correre tutti dalla stessa parte, altrimenti la partita non si vince».

E mentre lo stesso Pizzarotti si tira fuori («Non mi interessa del dibattito interno del Pd), la boutade di Merola infastidisce anche il M5s. A criticare il feeling tra i due primi cittadini è Massimo Bugani, consigliere comunale a Bologna, che vede nella manovra l’ennesimo tentativo del Pd di sedurre i 5 stelle meno duri e puri. Anche la lega stigmatizza l’inedito asse sulla via Emilia. Il segretario emiliano del Carroccio, Gianluca Vinci, è convinto che a pagare il prezzo sarà proprio Pizzarotti, a caccia del bis da civico. «Il Pd è completamente nel caos, – recita una nota – non riconosce più la sua identità, manca una vera e propria organizzazione e ognuno parla dal canto proprio senza seguire una vera e propria linea di partito».

Per il presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi, «Pizzarotti ha fatto una scelta chiara: uscire da partiti e fare una scelta civica. Il Pd su Parma ha un’altra proposta e il tempo di fare operazioni come quella proposta da Merola è chiaramente scaduto».

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