Gazzetta di Reggio

Reggio

Iren, giornata di sciopero a Rete 2

di Roberto Fontanili
Iren, giornata di sciopero a Rete 2

I lavoratori del sito che controlla il teleriscaldamento minacciano nuove serrate

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Ieri c’è stato un primo sciopero di 24 ore. Ma se non si sbloccherà la trattativa la Uilm ha già pronto un nuovo sciopero in Iren per i lavoratori del sito produttivo di Iren Energia di Reggio Rete Due. Questa volta l’astensione sarà di 48 ore e la data ipotizzata - salvo decisioni contrarie della Commissione di garanzia che si riunisce oggi - è quella del 6-7 febbraio, preannuncia il segretario organizzativo della Uilm-Uil Giancarlo Pellati, all’indomani del presidio dei lavoratori che si è svolto ieri davanti all'ingresso dell'impianto di via Hiroshima.

Un presidio di protesta, terzo sciopero da novembre a oggi, al quale - sostiene Pellati - «ha partecipato la quasi totalità dei lavoratori coinvolti, turnisti esclusi che devono garantire il servizio di produzione dell’energia termica». I lavoratori interessati dalla trattativa in corso un centinaio di persone (quaranta i turnisti e il resto lavoratori che svolgono un orario normale di lavoro) che sono inquadrati nel contratto dei metalmeccanici, per buona parte iscritti alla Uilm-Uil, il resto alla Fim-Cisl, mentre la Fiom è stata presente fino al 2014, che è anche la data della firma dell’ultimo contratto integrativo aziendale. Questo contratto è tra i circa 200 integrativi che l’azienda ha disdetto e riguarda solo i lavoratori del sito produttivo reggiano. Rete Due, spiega Giancarlo Pellati. Ha sempre avuto una propria autonomia e una propria contrattazione e per sopperire alle lacune di un contratto inadeguato fin dal 1984 è stato firmato un contratto integrativo l’ultimo dei quali è stato sottoscritto fino al 2014. Quel contratto da allora non è più stato rinnovato. E il motivo della protesta sta proprio lì. «L’azienda vuol metterci dentro all'accordo generale del gruppo Iren ma è una scelta fortemente penalizzante. Con il nuovo contratto i lavoratori perderebbero in media 1.500 euro l’anno». Soldi non regalati, dice Pellati, ma legati ai turni con questi lavoratori che devono garantire un’estrema disponibilità e flessibilità con i turni di lavori che cambiano di continuo e vengono assegnati con sole 24 ore di anticipo». Per ora non si vedono spiragli anche dopo il presidio di ieri con le parti che sono ferme sulle proprie posizioni. «Dopo il primo sciopero di novembre abbiamo bloccato gli straordinari e continueremo a farlo» conclude Pellati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google