Medaglia d’onore all’ex partigiano sopravvissuto all’Olocausto
Reggio Emilia: Giuseppe Rinaldi premiato in prefettura. Altri riconoscimenti ai parenti dei “resistenti”
REGGIO EMILIA. Un omaggio ai soldati «che dissero di no», e alle donne e agli uomini che in Italia scelsero la Resistenza. Un omaggio reso direttamente dal primo rappresentante dello Stato sul territorio, il prefetto. La mattinata di celebrazioni per il giorno della memoria, dopo la prima tappa in sinagoga, è proseguita in prefettura per la consegna di medaglie e attestati, in alcuni casi alla memoria, a una decina di deportati militari e di resistenti della nostra provincia.
Video: l'intervista all'ex internato
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La cerimonia è stata guidata direttamente dal prefetto Raffaele Ruberto alla presenza dei premiati, dei loro parenti, dei sindaci dei loro paesi di origine, del presidente della Provincia Giammaria Manghi e delle autorità cittadine, in un percorso segnato dalle musiche di un quartetto di flauti composto da quattro giovanissime allieve dell'istituto musicale Peri-Merulo.
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Ruberto ha ricordato le centinaia di migliaia di soldati italiani che dopo l'armistizio decisero di non unirsi a nazisti e fascisti, scegliendo piuttosto la prigionia: «Una scelta di pace e di coraggio, una scelta verso la propria patria che deve essere ricordata e onorata, e che a Reggio ricordiamo anche con la mostra visitabile in sinagoga, un bel modo per omaggiare questi uomini».
Uno di quei ragazzi era presente in sala, si chiama Giuseppe Rinaldi, vive al Casino di Castelnovo Monti e dopo l'armistizio ha passato lunghi anni a Buchenwald. Accompagnato dalle figlie Laura e Giovanna, dal figlio Riccardo e dalla nipote Agnese, oltre che dal vicesindaco castelnovese Emanuele Ferrari, ha ricevuto direttamente dal prefetto attestato e medaglia. Altre quattro onorificenze uguali sono state consegnate ai parenti di Astelio Agostini, Elio Cocchi, Rino Farina e Bruno Gallinari. La cerimonia è proseguita con l'omaggio ai partigiani. Prima ai due presenti in sala, la staffetta Alice Deletta Donelli e il resistente Paolo Gualerzi, per poi passare ai famigliari di Vincenzo Bertani, Paolino Cavazzoni, Zelinda Vezzali, Tonino Gilioli e Amos Losi. A far loro compagnia, delegati dei Comuni di appartenza: la presidente del consiglio comunale reggiano Emanuela Caselli, il sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari, quello di Rio Saliceto Lucio Malavasi e l'assessore Milena Saccani Vezzani di Novellara.
Nel corso della giornata non sono poi mancati altri tipi di omaggi. Nei giorni scorsi Istoreco ha chiesto ai reggiani di “adottare” una pietra d'inciampo, i piccoli monumenti che si trovano per terra di fronte alle case dove le vittime del nazismo hanno vissuto libere per l'ultima volta. Monumenti collettivi all'aperto destinati a sporcarsi, inevitabilmente. La Filef, la federazione degli italiani all'estero, ha risposto all'appello pulendo la pietra di Ettore Guidetti, operaio delle Reggiane morto in un campo tedesco. La pietra si trova in via Piccinini in Gardenia, a pochi metri dalla sede Filef. Adesso scintilla di pulizia ed è addobbata con un bel fiore bianco, sistemato poche ore fa dalle volontarie dell'associazione. (adr.ar.)
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