Scavi archeologici a caccia delle origini del borgo di Canossa
L’apertura del cantiere è prevista la prossima primavera In programma 8 anni di lavori per la valorizzazione del sito
CANOSSA. Si scava alla caccia dei segreti del borgo medievale di Canossa. Dopo tanti studi su libri e testimonianze tramandate dai ricercatori, si interviene adesso sotto la rupe, alla ricerca dell’agglomerato canusino e di possibili reperti utili a comporre la storia della contessa Matilde e di quel patrimonio storico che il mondo ci invidia. Il progetto ha la durata di otto anni e il cantiere verrà aperto nella tarda primavera.
A condurre le indagini non saranno semplici appassionati ma, con la benedizione del Mibact, ovvero Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, i centri accademici di Bologna e Verona affiancati da Comune di Canossa, Polo Museale, Cai e Lions club di Canossa e Albinea. Se, come si spera, affioreranno testimonianze importanti, si prospetta una futura nascita di un parco archeologico. L’annuncio della firma del protocollo che unisce enti pubblici e privati e consente di avviare l'interessante iniziativa, è stato dato ieri nel teatro comunale di Ciano d’Enza durante un convegno preceduto da una lezione di storia e archeologia che l'architetto Giuliano Cervi ha svolto per i ragazzi delle scuole medie. Il presidente del Cai reggiano ha poi coordinato gli interventi dei relatori ricordando che dai tempi di Gaetano Chierici non aveva mai preso corpo un’indagine così approfondita che arriva fra l'altro a 940 anni esatti (proprio in questi giorni) dall'incontro di Matilde con Enrico IV e che per la prima volta si procede attraverso scavi diretti nel sito.
Comprensibile la soddisfazione del sindaco Luca Bolondi che ha salutato gli ospiti e gioito per la convergenza d’interessi di tanti attori impegnati su un bene di valore internazionale e di sicuro richiamo turistico per italiani e stranieri, specie tedeschi.
Il presidente del Polo Museale di Canossa, Mario Scalini, si è poi soffermato sulle radici storiche del sito e sulla sua futura valorizzazione. Mentre Vinicio Ruggeri presidente del Cai regionale ha ricordato che la scoperta del “borgo” sul quale si indagherà fu fatta dal Cai regionale nel 2009.
Demetrio Lombardi che presiede il Lions club locale ha segnalato gli impegni editoriali incentrati su Matilde ed ha ricordato il gemellaggio con la città tedesca di Spira da dove arrivò e venne poi sepolto Enrico IV. La collega Maria Cristina Cocchi del Lions Club di Albinea ha esaltato la “rete” che si è formata e, auspicando la creazione di un parco archeologico, ha segnalato gli apporti del Fai (Fondo ambientale italiano), Deputazione di Storia Patria e Società reggiana di studi storici ed ha concluso ipotizzando interventi ricostruttivi del castello di epoca Estense e annunciato un convegno di studi per il prossimo 23 febbraio. «Dopo il Chierici – ha completato Vinicio Ruggeri che guida il Cai regionale – è la prima volta che si va alla scoperta dei segni di presenza umana nell’area». Punto nodale dell'incontro sono state infine le relazioni della docente di storia medioevale dell'ateneo di Bologna, Paola Galetti e del collega di Verona, Fabio Saggioro.
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