Strade troppo pericolose I cittadini fanno la lista
Scandiano: la discussione imperversa sui social e la gente sollecita soluzioni Sotto accusa l’imbocco della via per Arceto e la parte finale di viale Mazzini
SCANDIANO. Strade e attraversamenti pericolosi, per la vicinanza alle strade più trafficate. E soluzioni per risolvere questi disagi. Di questo si discute a Scandiano - “piazza” preferita quella dei social, anche dove trovare una risposta dagli amministratori – e ci si concentra in particolare su due aree, gli ingressi sud e nord del centro abitato.
Uno dei punti delicati è quello che al ponte sul Tresinaro porta al cimitero di Scandiano, all’imbocco dello stradone diretto ad Arceto. Un cittadino lo definisce «un tratto di strada ad alta pericolosità, perché è presente un inizio di ciclabile che termina di netto a raso sulla strada in prossimità di una curva. Il tratto è usato da pedoni e biciclette per abbreviare il tragitto verso il centro città».
In pratica il traffico verde, a piedi e pedali, si “scontra” con quello su gomma con distanze molto ristrette e il rischio è elevato. Si parla di aree sistemate lungo direttrici molto frequentate, e usate anche da chi – vivendo lontano dal centro – lo vuole raggiungere senza usare veicoli a motori.
Allo stesso tempo, si parla della via più diretta per puntare alla via Emilia, a Rubiera, a Modena e agli imbocchi alle autostrade: un tragitto quindi utilizzato quotidianamente da migliaia di mezzi, tra cui centinaia di camion.
L’altro nodo è sul versante opposto della cittadina, ed è venuto fuori da una discussione su uno dei principali gruppi Facebook scandianesi. Riguarda la parte conclusiva di viale Mazzini, la strada che affianca l’intero centro storico, nel lato sud, quello che porta verso la strada per Ca’ de Caroli e alla rotonda del nuovo hotel Boiardo e delle vie che arrivano dalla montagna e dall'albinetano.
Un abitante si rivolge all’amministrazione per chiedere se sia «possibile realizzare un attraversamento pedonale in fondo a via Mazzini, direzione Hotel Boiardo, proprio all’inizio del pedonale-sottopasso che porta al Tresinaro». Il motivo? «Spesso, trovandomi ad attraversare per andare sul marciapiedi, le macchine non tendono molto a fermarsi». E una delle cause del comportamento potrebbe essere la «mancanza di un attraversamento pedonale». Le strisce e la segnaletica porterebbero gran parte degli automobilisti a procedere nell'area a velocità ridotta e ad attendersi la presenza di pedoni, mentre in questo momento tendono più normalmente ad affrontare quel punto come se fosse un normale tratto di strada, in cui non aspettarsi una presenza di persone a piedi.
Questioni diverse unite però dallo stessa tema di fondo, il “dialogo” sulle strade fra pedoni e ciclisti da un alto, viaggiatori “a motore” dall’altro. Temi inevitabili per zone molto antropizzate e cresciute negli anni come quelle del comprensorio ceramico, con borgate ed aree residenziali ormai sempre più vicine ai centri abitati veri e propri.
A Scandiano esiste una bella e vasta rete di percorsi verdi, camminamenti, piste ciclopedonali che permettono di evitare gran parte del traffico pesante. Qualche snodo delicato, destinato a cambiare di posizione col cambiamento della viabilità e delle abitudini dei viaggiatori, rimane però aperto.
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