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«È giusto chiudere il punto nascite»

«È giusto chiudere il punto nascite»

Fausto Nicolini spiega le scelte sanitarie che riguardano anche il reparto ostetricia del capoluogo dell’Appennino

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CASTELNOVO MONTI

Pubblichiano un intervento di Fausto Nicolini, direttore dell’Ausl, in merito al caso del reparto ostetricia di Castelnovo Monti:

In relazione alla mia intervista pubblicata sulla Gazzetta di Reggio di ieri, a firma di Giuseppe Boi, vorrei fare alcune precisazioni a mio giudizio opportune e necessarie per meglio chiarire alcuni concetti espressi. Premetto che il contenuto dell'intervista corrisponde con fedeltà sia nel merito che nel senso delle mie affermazioni, ma queste precisazioni che potrebbero sembrare tecniche e superflue, hanno invece una importante rilevanza in relazione ad un dibattito pubblico dove le posizioni devono essere chiare e trasparenti, per non ingenerare fraintendimenti o innescare polemiche strumentali.

Il primo punto riguarda il mio “per quanto mi riguarda posso essere d'accordo con la chiusura …”. Voglio precisare che il termine “posso” è da leggersi come “sono d'accordo” e questo per due motivi che avevo addotto nell'intervista. Il primo è che oltre che Direttore Generale sono un pediatra, ho lavorato per anni in un punto nascita periferico, ho una ulteriore specialità in neuropediatria, un perfezionamento in neonatologia e un altro in risk management e pertanto non posso che essere d'accordo con tutti quei colleghi (ginecologi, neonatologi, ostetriche) che si sono già espressi , anche tramite le loro Associazioni Scientifiche, più volte sull'argomento, come ad esempio recentemente riportato dalla Gazzetta stessa giorni addietro, relativamente alla presa di posizione dei ginecologi e dei neonatologi della Lombardia, contrari alla richiesta di deroga. Il secondo motivo è che questa mia posizione l'ho espressa con coerenza da anni, fin dal 2011 a pochi mesi dall'Intesa Stato Regioni del dicembre 2010, in tutte le sedi e gli eventi pubblici cui ho partecipato e soprattutto in quelle istituzionali (comitato di distretto, conferenza sanitaria territoriale, regione, Commissione Nascita Regionale). Rispetto le opinioni di tutti, ma per me, al di là di altre dimensioni valutative e diversi punti di vista , rimane un problema di sicurezza per le gestanti, il neonato e anche per i professionisti. Poi che la decisione finale in tema di deroghe spetti ai livelli politico-istituzionali competenti (Regione-Ministero) è da tempo noto.

Il secondo punto riguarda l'utilizzo dell'elisoccorso per le partorienti. Citando l'esperienza del Trentino, per quanto di mia conoscenza, ho riportato che non solo l'elicottero viene usato eccezionalmente per le partorienti ma anche che quando questo è avvenuto non si trattava di trasferire una donna in travaglio dall'ospedale montano all'Hub di Trento, ma di trasferire una donna che aveva partorito nell'ospedale montano e presentava una grave complicanza post-partum (es: emorragia…) che i sanitari dell'ospedale periferico non erano in grado di trattare.

Infine manca un passaggio sull'attivazione dell'elisoccorso notturno. In passato il volo notturno era consentito solo ai mezzi dell'esercito con atterraggio negli eliporti militari. Lo sviluppo tecnologico consente ora di atterrare a vista anche su superfici come campi sportivi o piazzole con adeguata illuminazione (tecnicamente HEMS: Helicopter Emergency Medical Service). E' stata questa la motivazione che ha consentito di aggiungere al volo diurno anche quello notturno ai mezzi di soccorso e le Regioni si sono adeguate: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e altre. Quindi un progetto che viene da lontano e che non può essere letto come strumentale al piano di riordino dei punti nascita. Questo consentirà di accelerare il trasferimento di patologie gravi tempo-dipendenti (cardiache, neurologiche, vascolari, traumatiche) in strutture adeguate al loro trattamento. E questo è certamente un grande miglioramento nei percorsi assistenziali che giustifica gli investimenti in corso.

Fausto Nicolini

direttore Ausl

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