Volontari in partenza per l'Etiopia
Castelnovo Monti, sono diretti alle baraccopoli dove opera l'associazione Gaom
CASTELNOVO MONTI I volontari del Gaom in Etiopia. A dicembre tre volontari sono stati impegnati in attività di sostegno al centro delle suore di Charles De Foucauld che aiutano i poveri della città-baraccopoli di Shashemene (dove abitano circa 250mila persone) e nella Casa famiglia per ragazzi di strada (e nei laboratori di formazione professionale) che Padre Silvio Sordella dei Missionari della Consolata, scomparso nel 2015, ha lasciato in gestione al Gruppo amici ospedali missionari.
«Al momento nella Casa famiglia vivono 49 ragazzi, di religione, cultura e provenienza diversa, molto uniti tra loro», spiega Alberto Campari, presidente del Gaom. A febbraio partiranno tre medici: per un mese saranno nel poliambulatorio di Shashemene insieme al personale locale. Attivo già da qualche anno, il poliambulatorio è aperto dal lunedì al sabato, non prevede degenza e accoglie un centinaio di persone al giorno.
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«Funziona molto bene, ha attrezzature di alto livello ed è stato riconosciuto come Health Center – continua Campari –. I prezzi sono più bassi rispetto alle altre cliniche perché l’obiettivo è permettere l’accesso alle cure agli abitanti di Shashemene, quelli in condizione di maggiore svantaggio possono usufruirne gratuitamente». Lebbra e malaria sono malattie frequenti tra chi si rivolge al poliambulatorio. «Accogliamo partorienti, si eseguono vaccinazioni e curiamo molte persone ustionate – dice Campari – mentre i casi più gravi vengono inviati all’ospedale di Gambo».
Fondato nel 1984 dal dottor Riccardo Azzolini, il Gaom ha concentrato la sua attività di aiuto ai luoghi in via di sviluppo in Etiopia, in particolare a Gambo, località che si trova 300 chilometri a sud della capitale Addis Abeba, dove collabora con i Missionari della Consolata. Nato per favorire l’accesso alle cure da parte delle popolazioni più povere, il Gaom si è poi occupato di progetti di sviluppo in senso più ampio per andare incontro alle esigenze delle comunità.
Oggi conta una trentina di volontari ma oltre 300 collaboratori tra personale medico sanitario e tecnici, a cui si aggiungono anche tutte le persone che sostengono i progetti attraverso donazioni. «Tra i volontari ci sono anche tanti giovani – precisa Campari –. Facciamo molta attività con scuole e parrocchie per avvicinare le persone ai nostri progetti, sono tanti quelli che hanno fatto un’esperienza di missione, qualcuno poi si è fermato con noi». Il Gaom promuove raccolte fondi attraverso iniziative come il tradizionale concerto al teatro di Castelnovo Monti con l’esibizione della banda di Felina e del coro di Bismantova.
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