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Don Borghi, il prete partigiano

Don Borghi, il prete partigiano

Villa Minozzo, oggi si ricorda il sacrificio del sacerdote fucilato dai fascisti

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VILLA MINOZZO. Un giorno da non dimenticare. E’ il giorno della fucilazione di don Pasquino Borghi e di altri antifascisti da parte dei fascisti di Salò avvenuta il 30 gennaio 1944 nel poligono di Reggio Emilia. Oggi Comune di Villa Minozzo, Anpi, Alpi, Apc e Istoreco, ricordano quel tragico episodio per il quale al prete partigiano è stata conferita alla memoria la medaglia d’oro al valor militare.

La cerimonia si apre stamani alle 9.45 alla chiesetta di Tapignola e dopo la messa ci sarà il saluto del sindaco Luigi Fiocchi. L’orazione ufficiale sarà di Ottavia Soncini, vice presidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna. La rievocazione dell’evento e della figura di don Pasquino Borghi è affidata agli studenti ddella scuola secondaria Galileo Galilei. Alle 11.30 l’omaggio floreale al cippo di don Pasquino.

Pasquino Borghi (Albertario il suo nome di battaglia) nacque a Bibbiano nel 1903 ed entrò nel seminario di Marola a 12 anni e proseguì gli studi nel liceo del seminario di Albinea. Nel 1930 partì in missione nel Sudan ma nel 1939 tornò in patria per aiutare la madre e alla vita sacerdotale con l’incarico di curato nella parrocchia di Canolo di Correggio. Nel 1943 gli fu affidata la parrocchia di Coriano e Tapignola. Fu qui che, il 21 gennaio 1944, venne arrestato dai fascisti con l’accusa di nascondere soldati alleati scapapti dalla prigionia e di aiutare i partigiani.

Mentre il sacerdote andava a Villa Minozzo per la predica, le camicie nere giunsero a Tapignola e bussarono alla porta della canonica. Entrati cominciarono la perquisizione, ispezionando il pianterreno e le stanze del piano superiore senza trovare nulla. Prima di andarsene però si avvicinarono a un vano nascosto e furono accolti da un lancio di bombe a manolanciate da alcuni partigiani nascosti.

Il sacerdote fu rintracciato nella serata a Villa Minozzo. Da qui i fascisti lo trasferirono in una loro caserma a Scandiano dove il sacerdote subì atroci torture. Come rappresaglia per l’uccisione di un militare della Gnr da parte dei partigiani, il Tribunale Speciale condannò alla fucilazione don Pasquino e altri otto antifascisti che si trovavano in carcere (tra cui l’anarchico Enrico Zambonini di Villa Minozzo). L’eccidio nel poligono di Reggio, lo stesso dei Fratelli Cervi. (l.t.)

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