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Ex Sadon, stabilimento in vendita Gli operai contano sulla Rondine

Ex Sadon, stabilimento in vendita Gli operai contano sulla Rondine

Vetto, il tribunale fallimentare ha aperto la procedura. Base d’asta 500mila euro per beni e marchi A giugno scadrà l’affitto. Il sindacato: «Speriamo che tutti i dipendenti vengano mantenuti»

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VETTO. L’ex Sadon in vendita con una base d’asta di 500mila euro. Il tribunale di Reggio Emilia, che cura la procedura fallimentare dello stabilimento ceramico, ha pubblicato l’invito alla procedura competitiva di acquisto. E ora, gli 87 dipendenti di Buvolo sperano che la ceramica Rondine concretizzi l’intenzione, già espressa nei mesi scorsi, di acquistare. Nel bando di vendita, in effettiva, si fa riferimento a una proposta di acquisto, pervenuta al tribunale. Il quale ora mette in vendita tutti i beni materiali inerenti l’azienda: ovvero, gli impianti, i macchinari, le attrezzature, gli arredi, i mobili, le macchine, gli elaboratori e tutto ciò che è funzionale allo svolgimento dell’attività di impresa, compresi gli automezzi. Inoltre, sono in vendita i beni immateriali: software, marchi, brevetti, nomi di dominio. Compresi, dunque, i marchi “Sadon”, “Sadon Group” e “Maioliche dell’Umbria”. Ma si parla anche dell’azienda in cui l’attività viene svolta, il know-how, i diritti sui cataloghi e i materiali. Inclusi anche i contratti funzionali all’azienda e i contratti con i lavoratori subordinati, ovvero con gli attuali 87 dipendenti. Attualmente, l’intero ramo d’azienda è in affitto alla Rondine, con scadenza 30 giugno. L’acquisto avrebbe decorrenza proprio a partire dal 1° di luglio. Resterebbero esclusi i beni immobili, la consistenze di magazzino, tutti i crediti e debiti maturati anteriormente la data di cessione. Ad accezione dell’accollo da parte del nuovo acquirente dei Tfr degli attuali dipendenti e di quanto sorto dopo il 5 febbraio 2010, che va in capo alla Rondine.

Le offerte segrete irrevocabili dovranno pervenire entro il 20 febbraio, alle 12. Il giorno seguente alla stessa ora, davanti al giudice Virgilio Notari, l’apertura delle buste e l’esame delle offerte ricevute. In caso di più offerte, si procederà con una gara, assegnando un minuto di tempo per i rilanci. Le offerte in aumento non potranno essere inferiori ai 10mila euro.

Questa, dunque, la procedura che dirà tra poco meno di un mese quali saranno le sorti dello stabilimento ceramico di Buvolo. «Attendiamo l’evolversi - è il commento di Andrea Costi, della Filctem-Cgil - con la speranza che si concretizzi l’acquisto, e la Sadon diventi a tutti gli effetti di Rondine, parte integrante del gruppo, e che tutti i dipendenti vengano mantenuti e che si valorizzi con investimenti l’impianto».

Una partita non da poco per Vetto: 42 degli 87 dipendenti sono del paese. (el.pe)

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