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Il futuro di Reggio a misura di “smart city”

Il futuro di Reggio a misura di “smart city”

Studiosi a confronto nell’auditorium del Credem: «La condivisione alla base dello sviluppo»

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REGGIO EMILIA. La nostra può diventare una “smart city”, vale a dire una “città intelligente”, quindi rapida, tecnologicamente avanzata e capace di sviluppare sia l'economia che la socialità? Se lo sono chiesti ieri mattina studiosi e politici che si sono confrontati, nell'auditorium del Credem, in un convegno promosso da due Rotary reggiani.

La risposta non è semplice: serviranno molti fattori concomitanti a partire da un impegno collettivo condiviso. Dopo il benvenuto delle due presidenti rotariane Daniela Spallanzani (Reggio) e Maria Carmen Consoli (Val di Secchia) è stato il sindaco Luca Vecchi a dar vita agli interrogativi confermando la volontà degli attuali amministratori di procedere in questa direzione. Le sollecitazioni sono tante - ha premesso Vecchi - con lo sviluppo del digitale che può incidere sulla mobilità, l'ambiente, i servizi sociali ed educativi. Diversi segnali indicano la direzione intrapresa ma serve la collaborazione del privato. Ha ricordato le recenti iniziative dei laboratori di cittadinanza nei quartieri, gli orti urbani, i progetti per Reggiane, Mire, Campovolo, Reggia di Rivalta, Santa Maria Nuova. Ed ha invocato una nuova forma di civismo con un approccio convinto di tutti. Dopo il benvenuto di Marzia Nobili del Credem e l’introduzione di Maurizio Zamboni dell'Ordine degli Ingegneri, l'assessore all'azienda digitale del Comune, Valeria Montanari, ha intrecciato il dialogo con i relatori.

Roberto Masiero, docente di storia dell'architettura allo Iuav di Venezia, ha parlato di nuove progettualità per fare sistema inventando una governance in grado di integrare gli attori in campo e inventare nuove conoscenze. Stefano Moriggi, filosofo della scienza a Milano Bicocca, si è soffermato su trasferimento di saperi e metabolizzazione delle tecnologie, “pensando con le macchine”, passando infine da una economia lineare ad una economia circolare. Andrea Prandi, presidente di Smartitaly, ha invitato a “rompere il muro del consueto” superando il concetto dei distretti per guardare al mondo ed ha rammentato la rivoluzione occupazionale in atto con molti uomini sostituiti dalle macchine ma anche tanti nuovi occupati nelle tecnologie. Paolo Venturi, economista all'università di Bologna, si è infine soffermato sulla riduzione dei tempi per fare esperienza, sulla necessità di tutelare le relazioni personali pur nello sviluppo delle interazioni sociali, ed ha concluso con il tema della velocità che rischia di disarmare il pensiero critico.

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