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Il Po senz’acqua scopre le sue spiagge anche d’inverno

di Andrea Vaccari
Il Po senz’acqua scopre le sue spiagge anche d’inverno

Dalla piena di due mesi fa, il fiume è calato di quasi 9 metri Landini: «È scomparsa la sabbia, problemi per l’agricoltura»

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BORETTO. Soltanto due mesi fa aveva raggiunto la quota di 6 metri e 33 centimetri all'idrometro di Boretto, procurando uno stato di allerta generale. Oggi il fiume Po misura invece un eloquente 2 metri e 49 sotto lo zero idrometrico, frutto della mancanza di piogge che ha caratterizzato le ultime settimane.

Gli ampi tratti di sabbia che si trovano nei pressi del ponte che porta a Viadana ne sono la più viva testimonianza: qui, nel weekend, si trovano persone che scelgono di fare due passi in tutta tranquillità, magari in compagnia dei propri cani, che possono correre in assoluta libertà.

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E' un paesaggio dalle caratteristiche lunari, dal momento che la terra è percorsa da tantissime crepe che disegnano un curioso mosaico. Si tratta di una condizione diventata ormai tipica dell'estate, ma che negli ultimi anni si sta presentando anche fuori stagione, in pieno inverno. Quest'anno, in particolare, questa anomalia è da ricondurre alle scarse precipitazioni: sono mesi che da queste parti non si vedono giorni consecutivi di pioggia, e gli effetti si fanno sentire, con conseguenze importanti per l'ambiente e l'agricoltura.

Se nei pressi del ponte la situazione è questa, avanzando verso valle il quadro migliora leggermente, se paragonato a quanto avveniva negli anni scorsi. Lo spiega Giuliano Landini, capitano della motonave Stradivari e profondo conoscitore delle tematiche legate al fiume.

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«Percorrendo la tratta Boretto-Guastalla, si può notare che rispetto al passato sono scomparsi i banchi di sabbia che si trovavano all'altezza del porto commerciale Tec tra Boretto e Pieve di Gualtieri e, ad esempio, all'altezza dell'oasi di Pomponesco. Entrambe le secche si presentavano in sinistra Po, mentre a destra, grazie anche ai lavori concordati da amministrazione comunale e Aipo, non si accumula più sabbia come in precedenza davanti al pontile Giudecca. Questo fenomeno di scomparsa della sabbia si definisce "migrazione di barre di fondale", ed è endemico del fiume. Periodicamente, il materiale che si sedimenta viene poi spostato dal fiume. Al momento, però, la situazione non è rosea, perché non piove da troppo tempo».

Il meteo, in effetti, ha voluto giocare brutti scherzi, andando a martoriare il centro e il Sud dell'Italia, risparmiando i laghi e i fiumi del Nord che invece avrebbero bisogno di essere alimentati.

«La piena di fine novembre è durata poco – aggiunge Landini – e da circa un anno non piove in maniera significativa. Al di là del livello, oggi la portata è limitata e i bacini lacustri sono vuoti, in quanto non c'è neve. Di conseguenza, potrebbero arrivare a verificarsi problemi per l'agricoltura, perché i terreni sono duri e la semina ne risente. Non si scappa: il Po fa da termometro per tante situazioni. Se lui non sta bene, si genera tutta una serie di criticità. E' un peccato, perché in questo momento l'acqua del fiume è in buone condizioni, con le basse temperature è diminuita la carica batterica».

L'auspicio degli utenti del fiume è che le condizioni possano presto cambiare. Per un'inversione di rotta si rendono necessarie delle precipitazioni delle quali, al momento, non sembrano esservi avvisaglie. E tra qualche settimana, con le bonifiche che, se le condizioni non cambiano, saranno chiamate ad anticipare il prelievo d'acqua da destinare ai campi, le condizioni del grande fiume potrebbero diventare ancora più serie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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