Unieco, Lusetti “sgrida” i vertici di Legacoop
L’ex presidente di Cir food lancia un monito: «È Unieco il contenitore cooperativo per l’edilizia»
REGGIO EMILIA. Strategie diverse, generazioni a confronto e giochi di potere mai sopiti si stanno intrecciando nella complicatissima vicenda di Unieco. Se la coop si salverà tramite la ristrutturazione del debito tanto agognata, sarà la vittoria della cooperazione storica, che vuol far confluire le attività rimaste nel settore proprio nella cooperativa – e nella medesima forma – una volta rinata. Se non si salverà sembra più probabile che le commesse a margine finiranno in un soggetto unico simile alla spa Sicrea, società guidata da Luca Bosi, vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest, associazione guidata da un altro giovane, Andrea Volta. A questi si è rivolto idealmente nei giorni scorsi, tramite la sua pagina facebook, Ivan Lusetti. Uno dei nomi tutelari della cooperazione, ex patron del colosso della ristorazione Cir Food, di cui è stato storico presidente diventando nel 2015 consigliere indipendente nel cda di Unieco. Insomma, un portacolori della cooperazione reggiana, deciso a testimoniare «la tenacia, la determinazione e lo spirito di sacrificio con cui il gruppo dirigente, a partire dalla presidente, hanno espresso per salvare la cooperativa». Lusetti parla di Unieco e mette in chiaro che bisogna avere sempre come referenti «i soci lavoratori». Un percorso, quello del salvataggio, «difficilissimo, irto di ostacoli, di sofferte decisioni, specialmente quando si è trattato di decidere su scorpori, su esuberi di personale, perfino in talune occasioni difendersi dal fuoco amico. Ho voluto portare questa testimonianza perché credo che i protagonisti di questa vicenda meritino tanto tantissimo rispetto. Ciò detto ben vengano progetti di integrazione fra esperienze cooperative in edilizia nel territorio, al riguardo mi permetto di ricordare che se questa ulteriore fase per Unieco si conclude positivamente un contenitore centenario autenticamente cooperativo esiste». Lusetti non è certo un incendiario, semmai un noto pontiere, che lancia però un sonoro richiamo ai vertici di Legaccop, ai quali offre un “consiglio”: «Benissimo il sostegno a progetti di rilancio del settore costruzione, evitando di cadere in piccoli conflitti di interessi e di ruolo che ogni tanto si sono appalesati in questo periodo. Convengo pienamente con il presidente Volta sul fatto che saranno gli organi di ogni cooperativa coinvolta a pronunciarsi sul progetto di integrazione territoriale, progetto mirato a salvare occupazione e patrimoni dei soci». (e.l.t.)
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